BIANCO FONDENTE, IL PRIMO LIBRO DI POESIE DI FEDERICA BANI

Edito da Montedit per la collana “I gigli” (poesia)

10336760_10152795299053294_3992794442866776337_n.jpg

“A chi crede nella vita”. Questa è la dedica scritta da Federica Bani, scrittrice emergente bergamasca che ha presentato il suo primo libro di poesie “Bianco Fondente”. Nel volume, edito da Montedit per la collana “I gigli” (poesia), sono riportati pensieri, emozioni, parole e sensazioni della giovane scrittrice che negli anni hanno dato vita al suo blog. Federica ha viaggiato tanto, ha avuto modo di conoscere terre lontane, persone di etnie differenti, condizioni di vita diverse dalla sua ma per alcuni aspetti forse uguali. Una laurea in psicologia, una master in giornalismo, il ritorno alla scrittura che è la sua passione da sempre. “Una poesia che si affaccia alla Vita attraverso la tensione dell’esserci, del volere creare una danza generatrice nel cuore, nella mente e nell’anima – si legge nella prefazione di Enrica Colombo - poesia come casa dove poter abitare e trovare il calore di una riflessione profonda e risanante”.

cms_664/10178058_10152795294793294_3203148421670754247_n.jpgDopo la presentazione del libro, resa vivace da una breve performance teatrale e dalla lettura di alcune poesie, una piacevole conversazione con la scrittrice.

Una domanda banale, ma sempre utile al lettore e alle recensioni: perché ha scelto questo titolo? Perché questa dicotomia?

Bianco Fondente rappresenta la mia essenza più profonda. Bianco e nero simboleggiano gli estremi di ogni cosa, i limiti, i confini, le emozioni più forti. Gli opposti. Bianco e nero che simboleggiano quello che sono io: nessuna via di mezzo, quantomeno, nell’emozione.

Il libro si compone di diversi tipi di scrittura, diversi registri, diversi stili. E’ una scelta casuale o voluta?

Il mio modo di scrivere potrebbe essere definito come ’flusso di coscienza’, scrivo esattamente quello che penso quando lo penso. Ecco perché i diversi tipi di scrittura. A volte sono più trasportata dall’emozione, a volte invece un dettaglio banale, quotidiano, mi fa volare con la fantasia, e allora nascono storie, racconti di vita..

Quali sono le poesie che riflettono maggiormente la sua personalità e le sue velleità artistiche?

Sono diverse in effetti. Le due che amo di più però sono ’”Su di te”’ e “La nostra danza”.

E’ presente in più di una poesia Roma e i momenti trascorsi nella capitale. Quanto questa esperienza romana ha influito su quello che lei è oggi?

Moltissimo. Non avrei aperto il mio blog, non avrei avuto modo di respirare un’aria così poetica e magica, che ha aperto polmoni e cuore allo stesso tempo. Roma è stata per me palcoscenico di un surreale e meraviglioso teatro di vita.

Mi hanno colpito alcuni concetti, alcune immagini, come quella della mamma che con energia e vigore spinge la carrozzina della figlioletta. Scene di vita quotidiane, scene su cui spesso però non ci soffermiamo. Pensa che sia questione di sensibilità? O il tram tram della vita di tutti i giorni ci sta facendo perdere il senso e il valore di alcune cose?

Sicuramente il valore del dettaglio e della quotidianità ’normale’ sta scomparendo dietro al bisogno di apparire grandi e maestosi, perché sempre più piccoli dentro. Quello che il libro vuole sottolineare è la necessità e la meraviglia dello stupore del quotidiano, quello che, se guardato con altri occhi, potrebbe farci sorridere anche o ’semplicemente, perché piove’.

Quali sono le sue letture preferite? Ha degli autori/libri di riferimento nella scrittura delle sue poesie?

I riferimenti vanno a tutto quello che mi ha permesso di essere ciò che sono, a tutti i libri che ho letto nella mia vita ma anche, e forse soprattutto, alle persone che ho incontrato e alle esperienze vissute, ai luoghi visitati, all’Africa, alla Luna.

Che consiglio sente di dare a chi oggi tenta di inserirsi nel mare magnum dell’editoria? Essere scrittori/autori oggi conviene?

Eheheh. Probabilmente no. Ma se è un sogno, il mio consiglio è di combattere, di raggiungerlo, di crederci, di sperimentarsi, di non mollare mai. In qualunque campo, si vince se si crede di poterlo fare. ’L’hanno fatto perché non sapevano che era impossibile’. Questo è il mio pensiero più profondo.

Altri progetti in cantiere? Può anticipare qualcosa ai lettori di International Post?

Certo, penso che la scrittura mi accompagnerà per tutta la vita. A volte non si scrive per vivere ma si vive per scrivere. Il prossimo sarà un romanzo ma niente anticipazioni.

cms_664/10178120_293602734130720_2752494568075013390_n.jpg

E con un tocco di mistero, fascino e vitalità Federica torna a firmare le copie del suo libro.

Giacomo Giuseppe Marcario

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su