Attacco a Kabul: 16 morti, feriti 50 bambini

Iran supera limiti uranio arricchito - Faccia a faccia Serraj-Salvini - Devastante grandinata, città sepolte dal ghiaccio -Giappone riprende caccia commerciale alle balene

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Attacco a Kabul: 16 morti, feriti 50 bambini

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E’ salito a 16 morti il bilancio di un attacco dei Talebani nella capitale afghana Kabul. Lo ha riferito l’emittente ’al-Jazeera’ citando fonti del ministero dell’Interno afghano. Nell’attentato sono anche rimaste ferite 105 persone, tra cui 51 bambini e cinque donne. L’attacco, nella zona est della città, è iniziato con l’esplosione di un camion bomba. Secondo testimoni citati dai media afghani molti negozi sarebbero stati distrutti. La Federcalcio afghana ha confermato che tra i feriti ci sono almeno 16 persone del suo staff e giocatori, come ha riportato Tolo Tv. I Talebani hanno sostenuto che l’obiettivo era un centro logistico del ministero della Difesa.

Iran supera limiti uranio arricchito

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Teheran ha superato il limite diriserve di uranio arricchito al 3,67% previsto dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano, firmato nel 2015 e in bilico dal ritiro deciso lo scorso anno dagli Stati Uniti di Donald Trump. A confermarlo, dopo la diffusione della notizia da parte di una fonte ben informata citata dall’agenzia iraniana Fars, è stata l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea).

"Possiamo confermare che il direttore generale del’Aiea, Yukiya Amano, ha informato il Consiglio dei Governatori che il primo luglio l’Agenzia ha verificato che le riserve totali di uranio arricchito dell’Iran hanno superato" il limite stabilito nell’accordo, ha affermato un portavoce dell’Aiea alla ’Bbc’.

Il 17 giugno scorso il portavoce dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi, aveva annunciato "l’inizio del conto alla rovescia" per "superare il tetto dei 300 chilogrammi" nell’arco di dieci giorni.

Faccia a faccia Serraj-Salvini

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Incontro a sorpresa a Milano tra il presidente del Consiglio presidenziale libico Fayez Serraj e il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Lo apprende l’AdnKronos. Il faccia a faccia è un seguito dell’incontro del 26 giugno scorso a Roma tra Salvini e il ministro dell’Interno del governo di accordo nazionale di Tripoli, Fatih Bashagha, concentrato sui temi dell’immigrazione.

Al Serraj ha chiesto al nostro Paese un intervento risoluto per arrivare alla pace in Libia: è stato questo, a quanto si apprende da fonti vicine a Salvini, la richiesta del numero uno di Tripoli, nel corso dell’incontro avvenuto in prefettura a Milano. Incontro definito dalle stesse fonti "proficuo".

Sul tavolo anche altri argomenti che legano strettamente Libia e Italia: nel loro faccia a faccia, Salvini e Serraj hanno fatto il punto su immigrazione ma anche su energia e temi economici. Da parte di Salvini la promessa di impegno del nostro Paese, lieto del ruolo centrale dell’Italia che si conferma un interlocutore serio. A quanto si apprende Serraj non ha invece mancato di criticare le strategie messe in atto nella regione da altri Paesi, a partire dalla Francia.

Devastante grandinata, città sepolte dal ghiaccio

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Fortunatamente, non ci sono stati feriti. Ma gli abitanti dello stato di Jalisco, in Messico, sono stati colpiti da una grandinata senza precedenti che li ha lasciati sotto più di un metro di ghiaccio in diverse parti dello stato. Le autorità hanno dovuto utilizzare tir e macchinari pesanti nelle strade e vie principali per renderle percorribili. In un video pubblicato sui socil si vede uno di questi tir che fatica ad attraversare una strada completamente ricoperta da un accumulo di ghiaccio ed acqua.

VEDI VIDEO

https://twitter.com/i/status/1145407739197345794

Le città più colpite sono state Guadalajara, che conta oltre 4 milioni di abitanti, e Tlaquepaque. Il governatore Enrique Alfaro ha fatto sapere che un fenomeno simile non era mai stato visto nello stato. "In coordinamento con l’esercito messicano e le autorità municipali di Guadalajara e Tlaquepaque, il governo di Jalisco sta lavorando alla pulizia e alla rimozione della grandine sulle strade pubbliche, nonché al sostegno dei cittadini che hanno subito danni alle loro case", ha scritto nel tuo account Twitter.

Giappone riprende caccia commerciale alle balene

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Il Giappone sfida la comunità internazionale riprendendo da oggi la caccia commerciale alle balene, interrotta 31 anni fa. Navi baleniere sono salpate stamane dai porti di Shimonoseki, nel sud ovest, e di Kushiro, sull’isola settentrionale di Hokkaido, all’indomani dell’uscita formale del Giappone dalla Commissione baleniera internazionale (Iwc), ha reso noto l’agenzia di pesca nipponica.

Per quest’anno, l’agenzia giapponese ha fissato una quota di 225 balene, fra cui 150 balenottere Bryde, 52 balenottere minori (minke) e 26 balenottere boreali. La caccia commerciale verrà condotta "su basi scientifiche e con un’appropriata gestione delle risorse per non generare effetti dannosi", ha affermato il vice capo di gabinetto, Yasutoshi Nishimura.

Tokyo aveva ufficialmente messo fine alla caccia commerciale alle balene nel 1988, aderendo alla moratoria internazionale decisa nell’ambito dell’Iwc. Tuttavia le baleniere nipponiche avevano continuato a catturare balene usando il controverso escamotage della "ricerca scientifica" permessa dalle regole dell’Iwc.

Nel 2014, la Corte Internazionale di Giustizia (Ijc) ha condannato il Giappone per la caccia alle balene a scopo scientifico nell’Antartico, considerandola una violazione della moratoria dell’Iwc. In marzo la flotta giapponese ha già catturato 333 balenottere minke per motivi "scientifici" nell’oceano Antartico, ma le autorità di Tokyo affermano che ora la caccia verrà interrotta in questa zona. Il consumo di carne di balena in Giappone viene considerato dai tradizionalisti di rilevanza culturale, ma negli anni si è significativamente ridotto.

Redazione

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