Arrivano in Italia le eSIM

È guerra tra gli operatori telefonici

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Già presenti da tempo sul suolo americano, in concomitanza con il lancio del nuovo Motorola Razr 2019, primo telefono ad integrarle nativamente, finalmente anche in Italia sbarcheranno le esim, ovvero sim virtuali che non necessitano di un supporto fisico per funzionare.

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In realtà si tratta di una tecnologia che esiste sin dal lontano 1996 ma che, per una serie di problemi dovuti anche alle tecnologie dell’epoca, non ha mai attecchito. I principali operatori telefonici non si sono certo lasciati sfuggire questa occasione e in questi giorni arriveranno già sul mercato le prime esim. Il primo a dare il via ai test è stato Wind, seguito a ruota da Tim. Quest’ultimo le venderà come una tradizionale scheda di plastica, ma, a differenza delle sim fisiche, che devono essere separate della scheda e inserite nel dispositivo, riporterà esclusivamente un codice QR che verrà utilizzato per l’attivazione. Inoltre la parte posteriore conterrà il codice seriale ICCID, il codice Nmu, e i codici di sicurezza Pin e Puk. Il costo dovrebbe aggirarsi sui 10 euro, invece chi vorrebbe passare da una sim fisica a una virtuale, dovrebbe pagare 15 euro una tantum.

Sono ancora oscuri i metodi di passaggio da un dispositivo all’altro. Bisognerà pagare una, seppur minima, quota ogni volta che si cambia dispositivo o ci sarà un massimo di “passaggi” disponibili? E per quanto riguarda gli smartwatch, come ci si comporterà? C’è inoltre da dire che un costo di attivazione maggiore per le sim virtuali rispetto alle reali è un po’ un paradosso, in quanto essendo virtuali i costi dovrebbero essere minimi dato che si dovrebbero pagare solo i servizi del gestore e non la produzione della sim. Un rincaro sarebbe plausibile dalle aziende che produrranno gli smartphone e dovranno creare nuovi software per le esim. Tornando alla questione smartwatch, invece, prima di adesso l’unico operatore che permetteva di avere allo stesso tempo 1 numero su due dispositivi diversi era Vodafone, pagando la quota di 5 euro al mese. Adesso molto probabilmente le esim spingeranno gli operatori a fare “il grande passo” permettendo di avere automaticamente lo stesso numero telefonico sia sul telefono che sullo smartwatch.

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Saranno in grado di supportare le esim tutti gli ultimi modelli di iPhone, il Google Pixel 3 e, come detto in precedenza, il Motorola Razr 2019 (che però non supporterà quelle tradizionali). Insomma, si tratta di un mondo ancora tutto da scoprire che, se trattato adeguatamente, potrebbe regalare numerose soddisfazioni.

Francesco Maria Tiberio

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