Argentina, Macri perde le primarie

Usa, incendio in un asilo: cinque bimbi morti - New York Times: "Incidente base russa? Uno dei peggiori da Chernobyl" - Scoperta Eset, attacco cyber spie al Venezuela

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Argentina, Macri perde le primarie

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Il candidato del partito dell’opposizione Frente de Todos, Alberto Fernández, si è imposto nelle elezioni primarie in Argentina con il 47,27 per cento dei voti, secondo i primi risultati ufficiali. Fernandez ha ringraziato gli argentini per il loro sostegno. "Costruiremo un Paese diverso. L’Argentina ha ascoltato il nostro messaggio", ha detto il vincitore.

L’attuale presidente, Mauricio Macri, ha ottenuto il 32,33 percento dei voti, secondo il conteggio provvisorio con l’86 percento dei voti scrutinati. Macri ha ammesso il "cattivo" risultato che, ha detto, "ci costringe a raddoppiare i nostri sforzi in modo che a ottobre avremo il sostegno necessario per continuare il cambiamento".

L’affluenza, secondo i dati del ministero dell’Interno, è stata di circa il 75 percento. Il meccanismo delle primarie, introdotto dieci anni fa, serve a determinare quali candidati e partiti si presenteranno alle elezioni presidenziali, il cui primo turno è in programma per il prossimo 27 ottobre.

New York Times: "Incidente base russa? Uno dei peggiori da Chernobyl"

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Potrebbe esserci il test di un missile dietro l’esplosione che ha fatto almeno sette vittime, tutti esperti della Rosatom, nella base militare di Nyonoksa, nella regione nord occidentale russa di Arkhangelsk. E’ l’ipotesi avanzata dal New York Times che ha definito l’incidente nucleare come "forse uno dei peggiori tra quelli avvenuti in Russia dai tempi di Chernobyl" e su cui, purtroppo, conclude il quotidiano statunitense "sarà difficile avere conferme o smentite ufficiali".

Usa, incendio in un asilo: cinque bimbi morti

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Tragedia a Erie in Pennsylvania, dove cinque bambini di età compresa tra 8 mesi e sette anni sono morti a causa di un incendio sviluppatosi in un asilo infantile. Le cause del rogo sono ancora in fase di accertamento.

Le vittime avevano un’età compresa tra i 9 mesi e i 14 anni e dormivano al piano di sopra della casa a due piani quando sono divampate le fiamme, intorno all’1:15 di mattina.

La struttura prestava infatti servizio 24 ore su 24 per i genitori che lavorano di notte e tra le vittime ci sarebbero quattro fratellini, due maschi e due femmine tra i 10 mesi e gli otto anni.

La proprietario del centro, Elaine Harris, è fuggita correndo tra le fiamme ed è stata ricoverata in condizioni stabili con ustioni alla gola. Secondo le autorità, la quinta vittima sarebbe suo figlio. Due ragazzi di 12 e 17 anni sono riusciti a saltare fuori da una finestra del secondo piano e hanno riportato lievi ferite.

Scoperta Eset, attacco cyber spie al Venezuela

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Scoperta dai ricercatori di Eset una campagna di cyber spionaggio in corso contro obiettivi di alto profilo in America Latina. Più della metà dei computer attaccati, fanno sapere da Eset, "appartiene alle forze armate venezuelane ma tra gli obiettivi ci sono anche Istituzioni come la Polizia e i Ministeri dell’Istruzione e degli Affari Esteri".

Secondo i ricercatori, la maggior parte degli attacchi - circa il 75% - ha avuto luogo in Venezuela, mentre un altro 16% si è focalizzato in Ecuador. Il gruppo dietro Machete responsabile di questi attacchi ha rubato gigabyte di documenti riservati ogni settimana.

La campagna "è ancora molto attiva" e arriva in un momento di forti tensioni regionali e internazionali tra Stati Uniti e Venezuela. "L’attacco alle istituzioni venezuelane è solo l’ultimo esempio di come la cibernetica si stia elevando a nuova dimensione di scontro e diplomazia fra gli Stati e le organizzazioni intermedie" sottolinea Luca Sambucci, Operations Manager di Eset Italia, intervistato dall’Adnkronos sull’operazione Machete.

Sambucci evidenzia che "governi, strutture statali e forze armate fanno sempre più affidamento all’informatica, digitalizzando e portando online dati e informazioni via via più sensibili. Questo consente ad attori ben organizzati - Stati ma anche gruppi di hacker che rivendono il bottino al miglior offerente - di carpire informazioni segrete da remoto, quando prima invece c’era bisogno di operazioni ben più pericolose con agenti in loco".

Il trattamento informatico dei dati, argomenta ancora Luca Sambucci, "aumenta la facilità degli attacchi e soprattutto consente di sferrarli nascondendosi dietro l’anonimato, fornendo quindi agli attaccanti la possibilità di dichiararsi estranei ai fatti" e la ricerca di Eset "mostra come gli hacker in questo caso fossero interessati in particolare all’esfiltrazione di documenti militari venezuelani".

"Non facciamo speculazioni su chi possa aver organizzato l’operazione di spionaggio, osserviamo solamente come l’America latina non sia frequentemente al centro di questo genere di operazioni, ma è possibile che negli ultimi anni qualcosa sia cambiato" osserva infine l’Operations Manager di Eset Italia.

Redazione

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