Arabia accusa l’Iran

Inchiesta sul maxi black-out - Trump licenzia i sondaggisti - Hong Kong, liberato leader protesta degli ombrelli

17_6_2019__Notizie_Mondo_Piccola.jpg

Arabia accusa l’Iran

cms_13189/oman_petroliere_afp.jpg

L’Arabia Saudita accusa l’Iran per l’attacco di giovedì alle due petroliere nel Golfo dell’Oman. Il principe ereditario Mohammed bin Salman, infatti, in un’intervista ad ’Al-Sharq al-Awsat’, ha affermato che "il regime iraniano non ha rispettato la visita del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, a Teheran e mentre era lì ha risposto ai suoi sforzi di mediazione attaccando due petroliere, una delle quali era giapponese". Il principe ha esortato la comunità internazionale a prendere una posizione ferma nei confronti dell’Iran.

Mohammed bin Salman, nel sottolineare che voleva evitare un conflitto, ha rilevato che "non esiteremo ad affrontare qualsiasi minaccia per il nostro popolo, la nostra sovranità, la nostra integrità territoriale e i nostri interessi vitali".

Ma intanto il presidente del Parlamento iraniano contro-accusa gli Stati Uniti di essere responsabili degli attacchi. Tali azioni "completano le sanzioni economiche (degli Usa contro l’Iran, ndr) dal momento che non hanno raggiunto alcun risultato con queste sanzioni" ha dichiarato Ali Larijani di fronte al Majlis, ricordando che "durante la seconda guerra mondiale", gli americani "portavano le loro navi vicino alla costa giapponese al solo scopo di poter giustificare le loro ostilità contro Tokio". Poche ore dopo l’attacco, Washington aveva accusato Teheran di esserne responsabile.

Inchiesta sul maxi black-out
cms_13189/Uruguay_Candele_Afp.jpg

E’ stato ripristinato quasi completamente il funzionamento della rete elettrica di Argentina e Uruguay, paralizzato ieri da ungigantesco black-out. Ad annunciarlo sono stati i due principali fornitori argentini, Edesur e Edenor e il loro corrispettivo in Uruguay, Ute, dopo la fine del black-out di 15 ore. Intanto l’inchiesta avviata per determinare le cause esatte del problema produrrà risultati solo in sette-dieci giorni: stando al ministro dell’Energia argentino, Gustavo Lopetegui, il sistema si sarebbe bloccato automaticamente dopo aver rilevato una destabilizzazione nel voltaggio. Nel corso di una conferenza stampa, Lopetegui non ha escluso completamente l’ipotesi dell’attacco informatico, che però non viene accreditata come una tra le più probabili.

Trump licenzia i sondaggisti

cms_13189/Trump_profilo_Afp.jpg

La campagna di Donald Trump silura 3 sondaggisti dopo la diffusione di dati negativi per il presidente. Secondo il Washington Post, la ’Trump campaign’ interromperà i rapporti con 3 membri del team: Brett Lloyd, Mike Baselice e Adam Geller. Rimarranno al proprio posto, invece, Tony Fabrizio e John McLaughlin.

Il malumore di The Donald è legato all’esito di 17 sondaggi che avrebbero dovuto rimanere riservati. Invece, ai media è arrivato il ’verdetto’, con il vantaggio a due cifre per il democratico Joe Biden nei confronti del presidente in Wisconsin, Pennsylvania, Florida e Michigan. Negli stessi stati, nel 2016, Trump ebbe nettamente la meglio su Hillary Clinton. Ma non finisce qui. Il presidente, secondo i sondaggi, sarebbe indietro anche in Iowa, North Carolina, Ohio e Georgia. I dati lo premierebbero in Texas.

Il presidente ha cercato di ridimensionare la portata dei sondaggi e ne ha persino negato l’esistenza. Il manager della campagna, Brad Parscale, ha confermato che i risultati si riferiscono a rilevazioni compiute a marzo. Dietro le quinte, secondo fonti della Casa Bianca, Trump avrebbe manifestato tutto il proprio malumore per la diffusione dei dati.

Hong Kong, liberato leader protesta degli ombrelli

cms_13189/JoshuaWong_Afp_17.jpg

Joshua Wong, leader degli attivisti per la democrazia di Hong Kong, ’volto’ della protesta degli ombrelli del 2014, è stato rilasciato dal carcere dove scontava una pena legata al ruolo avuto nelle dimostrazioni di cinque anni fa. Appena scarcerato, ha chiesto le dimissioni della leader Carrie Lam, "non più qualificata per essere leader di Hong Kong", ha dichiarato ai giornalisti. "Deve assumersi la colpa e rassegnare le dimissioni, essere chiamata a rispondere e dimettersi".

L’uscita di prigione del leader delle proteste è avvenuta all’indomani della manifestazione oceanica che si è svolta nelle strade dell’ex colonia britannica tornata nel 1997 sotto sovranità cinese per protestare contro la riforma delle norme sull’estradizione. "Grazie a milioni di persone che si sono unite alla manifestazione e alle proteste delle scorse settimane", ha affermato l’attivista all’uscita dal carcere. "Questo ha dimostrato lo spirito e la dignità del popolo di Hong Kong".

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su