Approda a Roma la mostra “Roads of Arabia.”

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E’ stata inaugurata a Roma dal ministro Dario Franceschini e dal ministro della Cultura Saudita, S.A.R. Principe Badr Bin Abdullah Bin Mohammed Bin Farhan Al-Saud, la mostra Roads of Arabia.

L’esposizione è stata inaugurata alla presenza, fra gli altri, della direttrice uscente del Museo Nazionale Romano, Daniela Porro, di Abdullah A. Al-Zaharni, direttore generale del centro studi e ricerca, e Alessandra Capodiferro, curatrice della mostra.

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La prestigiosa vetrina, voluta dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita e dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo d’Italia – che esplora il ricco patrimonio della penisola arabica attraverso capolavori archeologici, importanti opere d’arte e documenti antichi, arriva in Italia dopo sedici tappe tra cui quella del Louvre e dell’Ermitage.

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Allestita nel suggestivo spazio espositivo ricavato nelle sale delle Terme di Diocleziano al Museo Nazionale Romano, la mostra sarà aperta dal 28 novembre al 1 marzo 2020, periodo in cui sarà possibile visionare gli oltre 450 manufatti rari “selezionati tra centinaia di reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte nel Regno dell’Arabia Saudita negli ultimi tre decenni del secolo scorso da specialisti sauditi e stranieri” fa sapere la soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma Daniela Porro.

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Il percorso espositivo illustra la profondità e l’ampiezza della civiltà araba abbracciando un periodo che va dalla preistoria alla formazione del Regno dell’Arabia Saudita e, guardando attentamente gli oggetti esposti, capolavori archeologici e opere d’arte iconiche, sarà possibile comprendere come gli elementi culturali siano una perfetta fusione di tradizione e modernità.

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“L’intento principale della mostra - ha evidenziato la Porro - è quello di aprire lo sguardo di tutti su un patrimonio archeologico, artistico e storico in buona parte ancora poco noto, nella convinzione e nella speranza che conoscere sia anche superare confini intellettuali e materiali e meglio comprendere un’altra cultura nella sua specificità e nello svolgimento del tempo”.

“ L’Arabia Saudita è diventata negli ultimi anni uno dei maggiori paesi al mondo per le scoperte e in particolare questa mostra testimonia l’antico rapporto tra la civiltà romana e la civiltà della penisola arabica. Le influenze romane sull’architettura e sulle costruzioni locali sono, infatti, abbastanza chiare" ha sottolineato Al-Zaharni.

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La mostra itinerante ha registrato dal 2010 un grandissimo successo, con circa cinque milioni di visitatori in tutto il mondo “ Narra la storia del territorio, vasto e poco conosciuto della Penisola arabica, un esteso sub-continente di oltre tre milioni di chilometri quadrati di paesaggio naturale vario e straordinario, ancora intatto, di cui l’Arabia Saudita ne occupa la maggior parte”, spiegano i curatori Alessandra Capodiferro e Mohammed Al-Ahamari.

Il ministro dei beni culturali Dario Franceschini non cela il suo orgoglio tutto italiano ricordando come l’Università Orientale di Napoli in missione archeologica sul sito dell’antica Adummatu, abbia in larga parte contribuito a gettare nuova luce sul passato preistorico e storico di quella regione legata al mondo mediterraneo e al Medio Oriente da forti legami commerciali e culturali.

“Prodotti, uomini e idee hanno percorso per millenni le vie mercantili che connettevano l’Arabia al mondo greco e romano fino alle porte dell’India. La dorsale carovaniera araba lungo la quale correva la via dell’incenso è una di queste grandi tratte, attorno alla quale sono fiorite e si sono sviluppate le civiltà di cui il pubblico italiano può ora ammirare le testimonianze esposte negli ambienti di uno dei monumenti romani più imponenti. L’Italia e la Penisola arabica intrattengono da oltre 2000 anni forti relazioni culturali, che hanno contribuito all’arricchimento della civiltà umana e allo sviluppo culturale, scientifico e letterario di entrambi i paesi.”

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Uno degli obiettivi principali della mostra consiste nel rimarcare quanto la cultura sia il veicolo privilegiato di sempre migliori relazioni internazionali e di scambio, capace di portare notevoli frutti sul piano della reciproca conoscenza e comprensione.

Agganciandosi all’evento e seguendone il filo conduttore, che intende narrare le infinite strade percorse da uomini, merci preziose e pellegrini, Coopculture, in collaborazione con il Servizio Educativo del Museo Nazionale Romano, propone in contemporanea un programma di attività ludico-didattiche per scuole e famiglie.

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Edotti da un team di esperti, adulti e bambini sapranno che l’henné non si usa solo per tingere i capelli ma anche per decorare le mani con pregevoli motivi tradizionali, che la calligrafia è una vera e propria forma d’arte dotata di propri stili e strumenti, che gli uomini hanno imparato a ricavare i profumi dalle piante per offrirli come doni preziosi.

I visitatori, a fine visita, in maniera del tutto naturale, assimileranno i numerosi punti di contatto tra luoghi e persone dell’antichità e di oggi, ma soprattutto avranno finalmente ben chiaro che l’Arabia non è solo la terra dei deserti sconfinati ma anche un luogo dotato di uno straordinario e prezioso patrimonio archeologico e culturale.

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La mostra, che resterà aperta fino all’1 marzo 2020, è articolata in cinque sezioni: Preistoria; L’isola di Tarut, Dilmun e Gerrha; Tayma, Al-‘Ula and Qaryat Al-Faw; La Mecca e il pellegrinaggio; Stato Saudita e, a quanto pare, rappresenta davvero una ghiotta opportunità di arricchimento culturale per chiunque voglia addentrarsi, senza percorrere grandi distanze fisiche in quei luoghi da sempre ricchi di fascino e di bellezza.

Gianmatteo Ercolino

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