Amara Blu Jasmine di Woody Allen

...la fine di un’epoca, quella della menzogna.

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Woody Allen dipinge di Blu una Jasmine tra tante. Il racconto filmico si dipana attraverso realtà e flash back, dal regista americano utilizzato da sempre.L’ affresco contemporaneo che Allen ci restituisce, attraverso l’ottima interpretazione della bellissima e capace Cate Blanchett, è quello di una donna reale, supponente, arrogante, superficiale che vive in un mondo di donne e di uomini ricchi e potenti che ad un certo punto falliscono.A fallire è stato soprattutto quel modo di vivere, economico e sentimentale che voleva rappresentare, non solo uno status sociale ma l unico giusto e possibile per poter costruire la propria e altrui esistenza. Giudicando, distruggendo a volte, le vite degli altri oltre che la propria, e il cardine di questo fallimento è la menzogna .

cms_230/Woody-Allen.jpgUn castello di paglia fatto d’apparenze sociali, di spropositate ambizioni, di dileggio verso chi non è e non può. Allen fa dire a Jasmine/Blanchett: “ non c’è niente di sbagliato nell’essere ricchi”. Vero. Il male sta nel giudizio inverso, quello che corre sulla pellicola non solo tra New York e San Francisco ma ciò che ha pervaso un modo di vivere e pensare, quel modo che ha portato la nostra società nel considerare “sbagliato” tutto ciò che non lo era: la semplicità, la piccola borghesia ebbene sì la classe operaia, non solo da un punto di vista delle ambizioni economiche ma sentimentale, relazionale e interpersonale. Non è la kelly e i completini Chanel di Jasmine, a rappresentare il contro altare all’ arredamento confusamente kitch dell’ingenua sorellastra Ginger, truffata blandita e derubata dell’ opportunità di un sogno, il suo, ma il tentativo di renderla simile a lei, attraverso le sue ambizioni e desideri.Quel modo giudicante di considerare l’altro da lei, non adatto, non giusto, “out”.Crolla un mondo, quello di Jasmine/Blanchett e l’effetto domino fa crollare anche il nostro di piccolo borghesi perché come Ginger abbiamo creduto che fosse possibile almeno per un momento cambiare la nostra esistenza senza cambiare noi stessi.Il volto addolorato di Jasmine non ci vede compiacenti, anzi; perché in quell’ amarezza che ci rende quella ennesima sua sconfitta c’è qualcosa che va al di là del personale. Titoli di coda, le luci si accendono in sala tra il brusio sommesso degli spettatori interdetti e tra loro, noi, torniamo a casa, con la consapevolezza non solo banale che anche i ricchi piangono ma che sulle macerie di un fallimento, sul tentativo di omettere e nascondere il proprio passato, altre menzogne non serviranno, per ricominciare a vivere nessuna vita possibile.

Redazione

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