Allerta AIFA

Potenziali farmaci di provenienza illecita sul mercato italiano

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Alcune autorità inglesi hanno rilevato la presenza sul mercato di scatole contraffatte di Neupro, adoperato nelle terapie dei pazienti affetti da morbo di Parkinson, Vimpat, fondamentale per il controllo delle crisi epilettiche, Clexane, anticoagulante, e Spiriva, prescritto per il trattamento della broncopneumatia. Immediato l’avvertimento diffuso da parte dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco) che invita a porre particolare attenzione sulle forniture dei suddetti medicinali. La problematica riscontrata consiste nell’assenza del bollino ottico identificativo sulle confezioni, il che indicherebbe potenziale provenienza illecita o contraffazione. "Al fine di evitare l’ingresso di medicinali contraffatti nella catena di fornitura legale - sottolinea una nota di Federfarma - e per consentire alle autorità competenti i dovuti controlli finalizzati a identificare eventuali confezioni sospette, l’AIFA invita gli operatori a segnalare agli indirizzi: medicrime@aifa.gov.it e d.digiorgio@aifa.gov.it ogni anomalia in caso di rinvenimento di confezioni con caratteristiche non conformi o eventuali offerte di acquisto dei prodotti menzionati nella lista (ANSA Salute&Benessere).

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Non è poi così raro divenire testimoni del degradante fenomeno dei farmaci contraffatti in uno degli Stati dell’Unione Europea: molti di essi, tra cui l’Italia, sono coinvolti nella produzione di medicinali illeciti e nella loro importazione da paesi extracomunitari. La normativa vigente attesta che “è da intendersi come medicinale ogni sostanza o composizione presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane o animali, nonché ogni sostanza o composizione da somministrare all’uomo o all’animale allo scopo di stabilire una diagnosi medica o di ripristinare, correggere o modificare funzioni organiche dell’uomo o dell’animale”.

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La pericolosità del farmaco è fondamentalmente legata alla sua inefficacia, ritardo o incompletezza della risposta e tossicità. Queste caratteristiche si manifestano in un farmaco contraffatto in relazione alla pericolosità del principio attivo con mancata o ridotta efficacia terapeutica, degli eccipienti inattivi, dell’errato confezionamento e della cattiva conservazione. Risulta, evidentemente e sfortunatamente, molto semplice alterare - involontariamente o volontariamente - l’efficienza farmacologica, pertanto è necessario un lavoro certosino e attento, volto da un lato a preservare adeguatamente l’efficacia dei farmaci, dall’altro a scongiurare attività illecite volte solo a macinare denaro in modo assolutamente deplorevole.

Elena Indraccolo

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