Alimentazione sana

Indagine di Coldiretti

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Dicevano i latini: “Mens sana in corpore sano”. Ciò serviva ad indicare come non può esserci una mente davvero sana – efficiente, ma anche emotivamente stabile – se il corpo è in cattiva salute, e viceversa. Le buone abitudini alimentari, si sa, condizionano notevolmente la nostra forma fisica ed il nostro benessere mentale. Per questo occorre attivarsi per nutrirsi in maniera corretta. In questi ultimi anni si sta osservando a livello globale un cambiamento di mentalità dei consumatori, che vedono il cibo come fonte di benessere e si approcciano alla propria alimentazione in modo più selettivo, con una crescita d’interesse verso i prodotti salutistici. Il Presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha dichiarato che “l’Italia ha le risorse per cogliere le opportunità che vengono dal prepotente affermarsi di nuove tendenze salutistiche in Italia e all’estero, dove il Made in Italy ha un valore aggiunto”.

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Secondo un’analisi compiuta dalla Coldiretti, infatti, le famiglie italiane hanno consumato più frutta e verdura in questo nuovo anno. Si registra dunque un consumo di 1,32 miliardi di chili, l’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La popolazione giovanile sembra essere la più sensibile alla preferenza a tavola di questi prodotti. Secondo i dati riportati dall’indagine compiuta in occasione del Macfrut 2018 a Rimini Expo Centre, inoltre, “la ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta l’88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,6%). Sotto accusa sono invece le importazioni incontrollate dall’estero, favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea, come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi”.

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Le condizioni in cui sono gestite le coltivazioni straniere, molto spesso dimentiche della pericolosità dei pesticidi, determinano l’esclusione di molti prodotti importati nel carrello di spesa degli italiani. Il marchio italiano, pertanto, è richiesto in molti Paesi stranieri: si registrano 5,2 miliardi di euro nel 2017, con un aumento nel 2018 del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le esportazioni di frutta e verdura in aumento del 3% sono state superiori alle importazioni: si calcola un valore pari a 4,7 miliardi.

Ester Lucchese

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