Alexis Tsipras resigns: Greek PM steps down and thrusts nation into yet more political instability

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Mr Tsipras said the mandate his Syriza party received in January has been ’exhausted’ after tax hikes and other reforms were imposed to secure third EU bailout.

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Greek Prime Minister Alexis Tsipras has resigned, paving the way for a new general election and thrusting the beleaguered country into another period of political instability. In an address to the nation, Mr Tsipras said he felt he had a “political and ethical responsibility” to allow the electorate to judge his administration’s work since being elected just seven month ago, after it failed to live up to his Syriza party’s promise to put an end to austerity.

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Instead of renegotiating the harsh economic measures imposed by Greece’s international creditors, Mr Tsipras ended up agreeing to more tax hikes, the privatisation of much of the public sector and other reforms in exchange for a third massive bailout loan of €86bn (£62bn) – a humiliating climbdown that prompted a rebellion from left-wingers within Syriza. Following the announcement of the general election, there were unconfirmed reports that the party’s left faction could leave and stand on an anti-bailout platform.

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The Prime Minister said in a televised address: “The public mandate we got on 25 January exhausted its limits and now the sovereign people must yet again have its say. “I want to be honest with you. We did not achieve the agreement we expected before the January elections. Your vote will decide on whether we represented the country with the required decisiveness and courage during the tough negotiations with our creditors; your vote will decide on whether this deal provides the conditions to overcome today’s impasse, recover the economy and to get rid of the bailouts and the harshness they entail.”

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Speaking to President Prokopis Pavlopoulos as he formally handed in his resignation, Mr Tsipras said his government had “fully restored the country’s financial stability” by agreeing the new bailout. “Now is the time to find the way to restore its political stability. Like our constitution stipulates, the way to do so is by resorting to the public’s verdict,” he said.

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Experts said Mr Tsipras was heading to the polls before the brunt of the new austerity measures are felt in Greece and while he still remains popular. It also leaves the rebel MPs with little time to prepare for the elections, which are likely to take place on 20 September. Last week, 13 MPs announced the formation of an anti-bailout movement. Senior Syriza officials insisted that calling the election was more about coming clean to the Greek people. the parliament’s Deputy Speaker Yannis Balafas told The Independent: “We aren’t only headed to elections to deal with our internal party problems, it’s also to deal with the need for a fresh mandate and also discuss the debt relief.”

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The Greek constitution stipulates that when a government resigns, the president should ask the second and third biggest parties – currently the centre-right New Democracy and the neo-Nazi Golden Dawn – to try to form a new administration. The head of New Democracy, Vangelis Meimarakis, said he would try to form a coalition government, although observers thought it unlikely that he would be able to get a majority in the 300-seat parliament. If he fails, a caretaker government will be appointed to lead the country until the new elections. Syriza was said to be hopeful that the caretakers could be sworn in as early as Monday or Tuesday.

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Greece has repaid €3.4bn to the European Central Bank (ECB) after it received €13bn of new loans – its first injection of cash since the country secured the €86bn bailout after fractious, summer-long negotiations with the rest of Europe. The finance ministry said the money will be put into a “special account” to repay debt, which in addition to the €3.4bn ECB loan included a €7.2bn bridge loan and debt obligations to the IMF. The remaining €1bn will probably be used to repay state arrears, it said. The repayment to the ECB marked another step for Greece away from near financial collapse. The country could not have afforded the debt repayment without the rescue funds from 18 other European nations that share the euro currency. Greece faced a particularly heavy debt-repayment burden during the summer, but it has fewer large payments to come.

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The European Commission said it “takes note” of the election announcement. “Broad support for [bailout deal] and sticking to commitments will be key for success,” Annika Breidthardt, a European Commission spokeswoman, said in a tweet. And the Dutch Finance Minister, Jeroen Dijsselbloem, who led talks on the new bailout for the eurozone countries, said: “It is crucial that Greece maintains its commitments to the eurozone. “I hope the elections will lead to even more support in the new Greek parliament. “Hopefully these elections will take place relatively soon so Greece can take important next steps in October, as foreseen.”

cms_2613/italfahne.jpgDimissioni di Alexis Tsipras: il premier greco si dimette e spinge la nazione ancor più verso l’instabilità politica.

Tsipras ha detto che il mandato del suo partito Syriza ricevuto nel mese di gennaio si è esaurito dopo gli aumenti delle tasse e dopo che altre riforme sono state imposte per garantire il terzo piano di salvataggio dell’UE. Il primo ministro greco Alexis Tsipras si è dimesso, aprendo la strada ad una nuova elezione generale e spingendo il paese già assediato in un altro periodo di instabilità politica. In un discorso alla nazione Tsipras ha detto che sentiva di avere una “responsabilità politica ed etica” per consentire agli elettori di giudicare il lavoro della sua amministrazione da quando è stato eletto solo sette mesi fa, in seguito non è riuscito a realizzare la promessa del suo partito Syriza di mettere fine all’austerità. Invece di rinegoziare le severe misure economiche imposte dai creditori internazionali della Grecia, Tsipras ha finito per accettare l’aumento del tasso fiscale, la privatizzazione di una gran parte del settore pubblico e di altre riforme in cambio di un terzo prestito e massiccio piano di salvataggio di 62 miliardi di sterline (86 miliardi di euro) – una caduta umiliante che ha provocato una ribellione di una parte della sinistra all’interno di Syriza. Dopo l’annuncio delle elezioni generali ci sono state segnalazioni non confermate che la fazione di sinistra del partito potrebbe lasciare e restare su una posizione anti-salvataggio. Il primo ministro ha detto in un discorso televisivo: “il mandato pubblico che abbiamo ottenuto il 25 gennaio ha esaurito i suoi limiti ed ora il popolo sovrano deve ancora una volta dire la sua. Voglio essere onesto con voi. Non abbiamo raggiunto l’accordo che ci aspettavamo prima delle elezioni di gennaio. Il vostro voto deciderà se abbiamo rappresentato il paese con la risolutezza necessaria e coraggio durante i negoziati difficili con i nostri creditori, il vostro voto deciderà se questo accordo prevede le condizioni per superare l’impasse di oggi, recuperare l’economia e sbarazzarsi dei salvataggi e le asperità che essi comportano”. Parlando al presidente Prokopis Pavlopoulos come ha formalmente dato le dimissioni, Tsipras ha detto che il suo governo ha “completamente restaurato la stabilità finanziaria del Paese, accettando il nuovo piano di salvataggio. Ora è il momento di trovare il modo per ripristinare la sua stabilità politica. Come la nostra Costituzione prevede, il modo per farlo è quello di ricorrere al verdetto pubblico”. Gli esperti affermano che Tsipras aveva intenzione di andare alle elezioni prima che il peso delle nuove misure di austerità sia sentito in Grecia mentre lui rimane ancora popolare. Inoltre lascia ai deputati ribelli poco tempo per preparare le elezioni che probabilmente si terranno il venti settembre. La scorsa settimana tredici deputati hanno annunciato la formazione di un movimento anti-salvataggio. Alti funzionari di Syriza insistono che andare alle elezioni rappresenta un modo per restare indenni difronte al popolo greco. Il vicepresidente del parlamento Yannis Balafas ha detto al The Independent: “Noi non siamo solo diretti verso le elezioni per affrontare i problemi interni al partito, si tratta di far fronte alla necessità di un nuovo mandato e anche la discussione riguardo la riduzione del debito”. La costituzione greca prevede che quando un governo si dimette, il presidente dovrebbe chiedere al secondo e terzo partito più grande – attualmente il centro-destra Nuova Democrazia e il neonazista Alba Dorata – per cercare di formare una nuova amministrazione. Il capo di Nuova Democrazia, Vangelis Meimarakis, ha detto che avrebbe cercato di formare un governo di coalizione, anche se gli osservatori pensano sia improbabile riuscire ad ottenere una maggioranza in parlamento di 300 posti. Se fallisce, un governo di transizione sarà nominato a guidare il paese fino alle nuove elezioni. A Syriza è stato detto di essere fiduciosi e che i custodi potrebbero giurare già lunedì o martedì. La Grecia ha rimborsato 3,4 miliardi di euro alla Banca Centrale Europea (BCE) dopo aver ricevuto 13 miliardi di nuovi finanziamenti – la sua prima iniezione di liquidità da quando il paese ha assicurato il salvataggio per 86 miliardi dopo le lunghe e irritabili trattative estive con il resto dell’Europa. Il Ministero delle Finanze ha detto che il denaro verrà messo in un “conto speciale” per ripagare il debito, che il prestito di 3,4 miliardi della BCE si aggiunge ai 7,2 miliardi di prestito ponte e obbligazioni del FMI. Il restante miliardo sarà probabilmente utilizzato per rimborsare gli arretrati dello Stato. Il rimborso alla BCE segna un altro passo per la Grecia dal quasi collasso finanziario. Al paese non poteva essere offerto il rimborso del debito senza i fondi di salvataggio da altre 18 nazioni europee che condividono l’euro. La Grecia ha affrontato un particolare e pesante debito-rimborso durante l’estate, ma ha un minor numero di grandi pagamenti a venire. La Commissione europea ha detto che prende atto del bando elettorale. Annika Breidthardt, portavoce della Commissione Europea ha detto in un tweet: “Ampio supporto per l’[accordo di salvataggio] e l’attenersi agli impegni sarà la chiave per il successo”. E il ministro delle Finanze olandese, Jeroen Dijsselbloem, che ha condotto i colloqui sul nuovo piano di salvataggio per i paesi della zona euro, ha affermato: “E’ fondamentale che la Grecia mantenga i suoi impegni per restare nella zona euro. Spero che le elezioni porteranno a sempre più sostegno al nuovo parlamento greco. Speriamo che queste elezioni si svolgeranno in tempistiche relativamente brevi affinché la Grecia possa effettuare importanti passi successivi nel mese di ottobre, come previsto”.

(Tradotto dall’articolo Alexis Tsipras resigns: Greek PM steps down and thrusts nation into yet more political instability, scritto da Nathalie Savaricas, Chris Stevenson, pubblicato sul sito independent.co.uk venerdì 21 agosto 2015).

Domenico Moramarco

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