Al festival del tortellino le varianti sono ventiquattro

Si parla solo dei tortellini dell’accoglienza.

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Bisogna andare indietro nel tempo per ritrovare il tortellino come protagonista indiscusso della festa di San Petronio.

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Era il 4 ottobre del 1997 e allora a guidare l’arcidiocesi bolognese era il cardinale Giacomo Biffi. "Ho pregato il santo di far capire ai bolognesi - spiegava Biffi durante l’omelia per il patrono - che mangiare i tortellini con la prospettiva del Paradiso, della vita eterna, rende migliori anche i tortellini, più che mangiarli con la prospettiva di andare a finire nel nulla". Toni fermi ma concetti simili perché la prospettiva del Paradiso la si apre solo se ci si mette al servizio del prossimo.

Com’è noto il 4 ottobre la città di Bologna si mobilita in onore del patrono, san Petronio. Il tema scelto, filo conduttore della festa è: “Famiglia come luogo che accoglie tutti, cercando di rispondere alle esigenze di ciascuno”.

“Lo scopo del Forum è quello di sensibilizzare la cittadinanza sul ruolo insostituibile della Famiglia, in particolare per l’accoglienza che quotidianamente svolge nei confronti della vita, degli anziani, dei disabili, degli ammalati, dei minori in difficoltà attraverso gli affidi e le adozioni, e in generale dei più deboli”, ha commentato Alfredo Caltabiano, presidente regionale del Forum.

Tutti gli aderenti alla manifestazione: artisti, associazioni, eccetera si sono quindi attenuti al tema scelto per svolgere le loro dimostrazioni, ognuno con le proprie peculiarità, nelle varie manifestazioni.

Gli attori di Cantieri Meticci, ad esempio, per dare inizio al loro progetto intitolato “Bologna portici aperti”, srotoleranno le reti da pesca che intrappoleranno la storia della città. Saranno gli abitanti della città, vecchi e nuovi arrivati, a decorare le reti con “pezzi” della propria vita.

È insomma “la famiglia che accoglie tutti” il motivo conduttore, l’idea di base proposta dal Forum delle associazioni familiari dell’Emilia-Romagna che tra le altre cose ha pensato, in accordo con la Curia bolognese, ai “tortellini dell’accoglienza” .

Si tratta di tortellini con ripieno di pollo, da servire negli stand gastronomici allestiti in piazza, accanto ai tradizionali che hanno invece il lombo di maiale, la mortadella e il prosciutto crudo.

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Per quanto concerne nello specifico la festa patronale, Caltabiano ha ricordato come si cerchi di tener conto “delle esigenze particolari degli invitati: c’è chi è celiaco, chi è vegano, chi deve stare leggero, chi ha delle intolleranze alimentari. Nella famiglia che accoglie, c’è quest’ attenzione, che è stata fatta propria proponendo i ‘tortellini dell’accoglienza’ accanto a quelli tradizionali, che restano il piatto forte della festa”.

Tra i vari eventi in programma, il momento centrale di tutta la giornata sarà la messa celebrata dall’arcivescovo Matteo Zuppi alle 17,00 in San Petronio.

Solo 24 ore dopo, l’arcivescovo verrà elevato a cardinale da Papa Francesco che, con ogni probabilità, lo ha scelto per la sua “umanità disarmante”.

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Insomma tutto pare allineato per confluire in maniera armonica alla riuscita dell’evento, tutto … tranne i tortellini dell’accoglienza.

Per quanto riguarda la pasta, comunemente detta sfoglia, la ricetta non cambia ma, nel ripieno, anziché la classica carne di maiale nelle sue tre forme, lombo, mortadella e prosciutto, ci sarà il petto di pollo, oltre naturalmente al parmigiano reggiano, all’uovo e alla noce moscata.

«Abbiamo introdotto questa novità - spiega il vicario generale dell’arcidiocesi di Bologna, monsignor Giovanni Silvagni - per consentire a tutti di consumare uno dei principali simboli della nostra città. Anche a chi per motivi religiosi o di salute non può consumare le carni suine».

"Per la sua forma - evidenzia monsignor Silvagni - il tortellino ricorda un qualcosa che abbraccia tutti, così come diventando cardinale, il nostro vescovo sarà uno stretto collaboratore del Papa e, quindi, avrà un compito che si estende oltre a quelli che sono i confini della diocesi e abbraccia tutto il mondo. Il tortellino è il segno di come partendo, da Bologna, Zuppi si occuperà anche della Chiesa in generale".

Il tortellino è stato scelto quindi, anche per la sua particolare forma rotonda, avvolgente, come simbolo adatto per trasmettere un messaggio cristiano, per dare il segno concreto che la chiesa locale ha intenzione di aprire a tutti la città, saldando il dialogo con le altre religioni.

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Il discorso non fa una piega eppure il tortellino dell’accoglienza anziché unire, ha creato un vero e proprio putiferio!

Certo la tradizione è la tradizione, e ci sono pietanze tipiche di alcune regioni italiane che ne rappresentano il territorio e che sono fortemente tutelate.

Basti pensare che per la tutela del tortellino, il 15 aprile 2008 alla Camera di Commercio di Bologna sono stati depositati ricetta e disciplinari con tanto d’istruzioni tratte dal sito della Dotta Confraternita del Tortellino in cui non si fa certamente menzione della carne di pollo.

“Il tortellino emiliano è solo uno - s’indigna con l’Adnkronos il presidente dell’Associazione che tutela su tutta la linea il tortellino emiliano -. Il tortellino emiliano è solo uno e guai a chi ce lo tocca”.

“La Curia lo chiama il ’tortellino dell’accoglienza’ ma per i bolognesi doc sarebbe come per un romano fare la cacio e pepe alla bolognese col ragù - proclama Salvadori - il tortellino è come il leone di San Marco per i veneziani, un simbolo intoccabile".

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Questi sono i toni della protesta. Insomma un vero e proprio scompiglio, una levata di scudi su un innocente, tenero, disarmante tortellino che nato allo scopo di unire i popoli sembra rafforzarne invece le distanze.

Eppure il tortellino incriminato non è l’unico a non conformarsi alla tradizione. Sulle tavole di degustazione ci saranno, infatti, ben 24 specialità di tortellini tra cui quelli ripieni di pesce, di verdure, di fritture, di formaggi e da questo si può intuire come in realtà la polemica racchiuda, proprio come un tortellino, motivazioni di altra natura, di certo ben meno sacre di quello che si vorrebbe far credere.

C’è, infatti, un centro destra partito all’attacco del tortellino dell’accoglienza che addirittura accusa il tortellino con il ripieno di pollo di voler cancellare la storia!

I candidati di Lega e di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali di fine gennaio gridano allo scandalo. Salvini li guida, dimenticando che il primo dissacratore è stato proprio lui che a quanto pare, non è incline a ricordare quello che mangia.

Un tweet dello scorso anno torna, infatti, virale per contestare a Matteo Savini la sua crociata purista contro il tortellino dell’accoglienza.

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Il pranzo era stato preparato da lui stesso: tortellini conditi con sugo di salsiccia e accompagnati con un bicchiere di birra, cosa che ha urtato non poco, la sensibilità degli estimatori del tortellino.

"Tortellini al ragù (industriale): una bestemmia", "tortellini e birra...... che schifo", alcuni dei commenti che anche oggi - come un anno fa - imperversano nella rete.

"Va bene tutto – tuonano oggi su Twitter condividendo il post dell’epoca - ma che parli di “tradizioni in pericolo” uno che i tortellini se li mangia col ragù Star non si può proprio sentire!"

Insomma ci sono tutti gli elementi per comprendere quanto nella vita italiana tutto sia utile a fare politica, o meglio propaganda personale, anche un semplice tortellino pensato con la carne di pollo per consentirne la consumazione a chi, professando la fede islamica, non mangia carne di maiale.

Quel tortellino ripieno di carne di pollo sarebbe, infatti, comparso senza fare troppo rumore sulle tavole apparecchiate per la festa, insieme a tutti gli altri ventitré tipi creati in occasione della festa del santo patrono, se solo non si fosse così tanto opportunamente presentato per dare lo spunto a nuove polemiche di natura politica:

“Snaturano anche i tortellini, pur di ammiccare all’Islam, che vergogna", ha dichiarato Lucia Borgonzoni, fedelissima di Matteo Salvini, "Questa per certi è integrazione, per me è un’offesa alle nostre tradizioni che nulla ha a che fare con l’integrazione".

Per finire, in effetti, il tortellino bolognese è uno solo e non è ripieno di pollo, però, per quanto riguarda gli adeguamenti per questioni religiose o per scelte personali, si può fare uno strappo alla regola. Quello dell’accoglienza non è un vero tortellino bolognese, ma ben venga se le persone di altre culture si possono avvicinare a quella bolognese e a quella italiana.

In piazza Maggiore, Ron, Silvia Mezzanotte e Giorgio Comaschi saliranno sul grande palco allestito per allietare la serata della festa. In seguito, cristiani, islamici, buddisti e tanti altri, tutti insieme aspetteranno i fuochi pirotecnici delle 23,00 per godere allo stesso modo di uno spettacolo che si preannuncia favoloso.

I fuochi segneranno la conclusione della festa e, si spera, anche delle polemiche senza ripieno.

Gianmatteo Ercolino

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