Adolescenti in crisi d’identità e depressi.

I social all’attacco dell’autostima dei giovani

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Un continuo confronto con le vite altrui, un paragone insopportabile che porterebbe molti giovanissimi a stati di depressione, bassa autostima e a improvvise crisi d’identità. Un recente studio pubblicato sulla rivista Jama Pediatrics, ha messo al centro un problema sempre più grave della nostra società e che riguarda in particolar modo i giovanissimi: la depressione. Secondo questo studio (i soggetti sono stati sottoposti periodicamente a un questionario in cui dovevano indicare le ore passate davanti ai diversi schermi, dal computer alla tv fino allo smartphone e valutare su una scala da zero a quattro una serie di sintomi della depressione, dalla tristezza al senso di inutilità fino ai pensieri suicidi), la causa dell’insorgere della depressione è da identificarsi nella continua e ossessiva esposizione ai social network da parte di moltissimi adolescenti. Se dunque sino a qualche anno fa si pensava che a causare forme patologiche di crisi depressive e stati di ansia fossero computer e videogiochi, ora quest’ultimi vengono assolti e non sono più soli sul banco degli imputati. Il veloce sopravvento che hanno avuto i social nelle vite di miliardi di persone in un tempo brevissimo, ha spostato l’influenza negativa che potevano avere sui giovani i soli videogame, facendo invece emergere come l’esposizione ai social network abbia un cattivo influsso sulle vite di molti adolescenti, ovvero i principali utenti delle piattaforme di condivisione.

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Il pericolo maggiore, secondo lo studio condotto dal Sainte-Justine Hospital di Montreal in Canada dopo aver monitorato il comportamento di oltre 3.800 ragazzi con un’età media di 12 anni dal 2012 al 2018, evidenzia come il continuo confrontarsi con le vite degli altri può avere conseguenze negative sulla psiche degli adolescenti, un confronto costante e continuo con vite ed esperienze che porta i giovani a crisi di identità e alla perdita di autostima nel momento in cui la propria vita non corrisponde ai falsi e fuorvianti canoni visti sui social network. I social si comporterebbero come una droga, creando dipendenza e facendo entrare gli utenti in una specie di spirale per cui più si guarda cosa fanno gli altri e maggiormente si vogliono condividere contenuti per puro spirito emulativo. Lo studio dunque evidenzia e certifica un’associazione tra l’uso dei social e lo stato di depressione a cui andrebbero incontro i giovani di molto superiore rispetto ad altre attività svolte davanti a uno schermo. I problemi derivanti dall’uso delle nuove tecnologie, in particolar modo dei social, nascono nel momento in cui gli adolescenti si confrontano coi gli altri coetanei e i metri di paragone sono l’esibizione di corpi perfetti e uno stile di vita, solo di facciata, agiato e ricco di emozioni. Il bombardamento di immagini stereotipate, a volte edulcorate, è un attacco forte e senza scampo all’autostima, alla propria immagine di sé, a una personalità ancora debole e in formazione, considerata sempre meno attraente rispetto a quella dei propri compagni e amici, un confronto basato su pseudo valori ingannatori e fuorvianti.

Andrea Alessandrino

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