Addio a Roger Moore, un Signore del Cinema

Volto tra i più noti di sempre, indimenticabile e indimenticato protagonista

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È una di quelle notizie che lasciano l’amaro in bocca, come quando ti si dice che una persona che conosci da sempre è venuta a mancare. Ti eri abituato all’idea di saperlo da qualche parte, quasi vicino a te, un po’ come uno di famiglia.

Chi fosse Roger Moore, lo sappiamo tutti. Certamente è stato un gran Signore del Cinema, uno che ha saputo, con le sue innate eleganza e ironia, ridefinire gli stereotipi di genere, fino a crearne di nuovi.

Dopo una breve lotta contro un male incurabile ,se ne è andato oggi, all’età di 89 anni, in un giorno molto triste per la sua Patria, così come per tutto il mondo civile.

È stato Il più longevo interprete del personaggio di Ian Fleming, portandolo sul grande schermo ben sette volte, ma anche protagonista televisivo di grande successo grazie a serie come ’Il santo’ o ’Attenti a quei due’ insieme all’amico e rivale Tony Curtis.

cms_6326/2.jpgRoger nasceva a Londra il 14 ottobre 1927. Manifesta subito interesse per la recitazione, ma gli eventi bellici lo costringono altrove per servire il Paese. Al rientro riesce ad ottenere delle piccole parti teatrali, radiofoniche e televisive. Lavora come modello grazie alla sua prestanza fisica e a quell’eleganza innata che lo avrebbe sempre contraddistinto.

Il suo debutto risale agli anni Cinquanta, quando nella calzamaglia dell’eroe medievale sir Wilfred di Ivanhoe, giovane bello e patriottico, pone la sua spada al servizio di nobili e leali ideali.

La svolta della carriera è alle porte, e ancora in patria, nell’interpretazione del famoso “The Saint”, serie televisiva di grande successo, ispirata al romanzo Meet the tiger di Leslie Charteris. Girata dal 1962 al 1969 dalla celebre Itc per l’ ITV, racconta le vicende del ladro gentiluomo Simon Templar. Sei stagioni, diremo oggi, assolutamente avvincenti, entrate a gamba tesa nell’immaginario collettivo. Il personaggio è quasi una rappresentazione di sé stesso, affascinante, ironico ed elegante. Una ricetta che funziona e che diverrà cult nel suo essere semplicemente “clichè Moore”. Lo stesso che, evoluto ed eclettico, ritroveremo nella grandissima - e ancor oggi attuale - serie tv che ha traghettato molti di noi dall’ infanzia, all’adolescenza: quella degli adorabili seduttori, amici-rivali, protagonisti straordinari di tante avventure. Sono Brett Sinclair e Daniel Wilde in “The Persuaders”, accompagnati dall’inconfondibile tema musicale di quel fuoriclasse, genio della composizione, che è stato John Barry. Atmosfere da sogno tra avventure in giro per mezza Europa, Costa Azzurra, Parigi, Roma e la campagna inglese. Il tutto infarcito da auto di lusso, belle donne, locali notturni e tanta gustosa simpatia.

L’anticamera che aveva pronte per Roger le vesti(gia) di James Bond.

Sette volte agente segreto più famoso del grande schermo, venò anche lui di quel forte connotato ironico - a volte al limite dell’auto dissacrazione - ma sempre con gusto, e manco a dirlo, tanta, tanta classe.

cms_6326/3.jpgAlcune pellicole della serie sono state di rilevante spessore tecnico/artistico, certamente di grandissimo successo al box-office.

L’ultimo film della serie, lo gira a cinquantotto anni. Siamo nel 1985, Moore non si riconoscerà più in un ruolo definito troppo violento per un uomo che non vi si riconosce più.

Lo ricordiamo anche per altri capitoli nei quali ha caratterizzato personaggi rimasti nel mondo della celluloide, quali Ci rivedremo all’inferno, o I 4 dell’oca selvaggia. Tanti altri sarebbero da annoverare. Nel 1991 diventa ambasciatore dell’Unicef, nel 2003 la Regina Elisabetta lo nomina Cavaliere dell’Impero Britannico.

In chissà quale spazio cercherai ora altre avventure…

Buon viaggio gran Signore.

Massimo Lupi

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