A Riccione il X Congresso IG-IBD

Nuove prospettive terapeutiche e approcci di ricerca per malattia di Crohn e la colite ulcerosa

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A Riccione, il Palazzo dei Congressi sta ospitando i lavori del X Congresso Nazionale IG-IBD, con incontri multidisciplinari con una particolare attenzione verso due patologie: Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn. La ricerca scientifica sul campo, negli ultimi anni, ha prodotto risultati importanti, soprattutto in tema di farmaci biologici e di piccole molecole. Proprio questi progressi hanno posto nuove sfide, come la necessità di nuove Linee Guida nazionali idonee al nuovo contesto. “Abbiamo sentito questa esigenza e pochi mesi fa abbiamo gettato le basi – spiega il Prof. Alessandro Armuzzi, Segretario Generale. - Visto che sono aumentate le opzioni terapeutiche a disposizione, riteniamo necessario redigere delle Linee Guida sull’utilizzo dei farmaci biotecnologici e delle piccole molecole nelle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, secondo metodologia GRADE, la più moderna e accettata per produrre linee guida. Abbiamo appena iniziato a lavorarci: sarà un processo che occuperà tutto il prossimo anno. Nell’arco di uno o due anni ne risulteranno delle indicazioni aggiornatissime, utili per le scelte del nostro Sistema Sanitario Nazionale, tramite l’accreditamento presso il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità”.

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Nutrita partecipazione ai lavori con oltre 700 persone, tra specialisti, specializzandi e altri operatori sanitari che troveranno nei vari incontri una straordinaria occasione formativa, per comprendere meglio come approcciare a tali patologie secondo una visione scientifico-educazionale. Degna di nota, in tal senso, è anche la partecipazione di infettivologi e onco-ematologi che aiuteranno a comprendere come la combinazione di diversi farmaci nello stesso paziente possa determinare una maggiore efficacia. Letture e contributi scientifici, inoltre, si soffermeranno sull’interazione tra il microbiota e il sistema immunitario, la gestione dei pazienti che perdono la risposta ai farmaci, i casi più acuti di MICI, il concetto di disabilità del malato cronico, gli standards necessari per fornire una qualità delle cure sempre migliore, la chirurgia del futuro, l’uso della robotica. In merito all’aspetto formativo, per la prima volta sono stati istituiti dei corsi focalizzati sulla chirurgia nelle malattie croniche intestinali, sull’endoscopia, sulla nutrizione e sulla ricerca di base, oltre a gruppi di studio di infermieri e di anatomopatologi.

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Pur non avendo dati epidemiologici recenti, si può affermare con certezza che in Emilia-Romagna ci siano almeno 25mila pazienti. Sono in via di realizzazione i PDTA regionali.

Sono già arrivati nuovi farmaci per le MICI e altri ne arriveranno nei prossimi 3-5 anni, sia biologici sia piccole molecole, che offriranno più soluzioni per i pazienti. “A noi specialisti spetterà il compito di identificare biomarkers che permettano di personalizzare la terapia sul singolo paziente – aggiunge il Prof. Armuzzi. - Fino ad ora abbiamo valutato le opzioni terapeutiche in base alla gravità e al fenotipo della malattia, mentre per il futuro auspichiamo di valutarle anche a livello biologico e molecolare su ogni particolare tipo di paziente”.

Nicola D’Agostino

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