A Hong Kong torna la protesta, gas e cariche sulla folla

GB, controlli su 74 condannati per terrorismo rilasciati - Venezuela, deputati anti Maduro tornano in Italia - Tunisia, pullman in un burrone: almeno 22 morti - Euro 2020, l’Italia pesca Turchia, Svizzera e Galles

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A Hong Kong torna la protesta, gas e cariche sulla folla

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Migliaia di dimostranti antigovernativi sono tornati per strada oggi a Hong Kong per una manifestazione nel distretto turistico di Tsim Sha Tsui. La manifestazione si è svolta all’inizio in modo pacifico ma a un certo punto la polizia è intervenuta affermando che alcuni dimostranti stavano deviando dal percorso autorizzato del corteo. Secondo quanto riporta il South China Morning Post, la polizia ha sparato contro i dimostranti lacrimogeni, gas urticanti e almeno cinque "proiettili", senza specificare di quale tipo.

Le proteste di oggi arrivano esattamente una settimana dopo le elezioni locali dove si è registrato un sostegno senza precedenti per i partiti pro democrazia dell’ex colonia britannica. Un risultato elettorale che è stato letto come un segnale del sostegno che i residenti di Hong Kong danno alle proteste in corso ormai da mesi.

GB, controlli su 74 condannati per terrorismo rilasciati

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Vi sono 74 condannati per terrorismo che, come l’attentatore del London Bridge Usman Khan, sono a piede libero perché rilasciati in anticipo. Lo ha reso noto il premier Boris Johnson assicurando che il suo governo sta revisionando queste misure per impedire nuovi possibili minacce.

"Non voglio dare dettagli operativi - ha detto il premier Tories in un’intervista - sono sicuro che possiate immaginare quello che stiamo facendo per assicurare che siano controllati in modo appropriato e che non vi siano minacce". Johnson ha poi detto che "è assolutamente chiaro che non possiamo continuare con l’approccio fallimentare del passato".

"Se sei condannato per un grave crimine terroristico allora deve essere obbligatoria una sentenza minima di 14 anni e qualcuno non deve essere mai rilasciato", ha aggiunto. "Per tutti i crimini di terrorismo le sentenze decise dai giudici devono essere scontate pienamente", ha aggiunto, addossando ai laburisti la responsabilità di aver approvato la legge per il rilascio anticipato.

Riguardo poi al fatto che Khan fosse in libertà, Johnson infatti ha sottolineato che nel suo caso si è trattato di un rilascio automatico sulla base di una legge per il rilascio anticipato introdotta quando erano al governo i laburisti nel 2008. Khan era libero "grazie ai cambiamenti della legge introdotta dal Labour e che Jeremy Corbyn ha appoggiato", ha concluso il premier impegnato nella campagna elettorale in vista delle elezioni del 12 dicembre.

Venezuela, deputati anti Maduro tornano in Italia

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’’Ha vinto l’Italia con un gesto umanitario importante". Pier Ferdinando Casini è rientrato ieri a Roma con i due deputati venezuelani, oppositori del governo Maduro, Mariela Magallanes e Americo De Grazia, da maggio rifugiati nell’ambasciata italiana a Caracas. L’ex presidente della Camera è molto soddisfatto e all’Adnkronos spiega la sua mission in Venezuela e la trattativa, condotta in prima persona per riportare in Italia i due parlamentari. ’’Io credo prima di tutto nel Parlamento e nel ruolo dei parlamentari -dice il senatore-. Magallanes e De Grazia erano stati privati della loro libertà e questa era una cosa profondamente ingiusta". "Sono contento -sottolinea- di essere stato lo strumento per far riacquistare a loro almeno una libertà parziale di movimento, perché vogliono tornare liberi nel loro Paese. Sono degli amici, mi auguro che possano ritrovarsi in un Venezuela libero e pacificato, perché questo è un Paese che soffre e non merita queste sofferenze".

Casini ha parole d’elogio per la Farnesina, a cominciare dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e per l’incaricato d’Affari a Caracas Placido Vigo: ’’Voglio ringraziare tutti, la Farnesina, il nostro ambasciatore. Sono stati perfetti. Il ministero degli Esteri Luigi Di Maio c’è, sta facendo un ottimo lavoro. Ha dato anche in questo caso un grosso contributo’’. ’’Abbiamo negoziato su più piani", rivela Casini che parla di un colloquio con Maduro: ’’Abbiamo avuto una conversazione lunga e onesta con Maduro. Lui conosce benissimo le mie posizioni e io non dovevo annacquarle, ma è ovvio che questo gesto di disponibilità io lo potevo chiedere solo a lui e solo lui lo poteva concedere. Ho apprezzato questa disponibilità e speriamo che seguano altri gesti concreti, perché abbiamo situazioni umanitarie ancora aperte, come quella di Juan Planchart, che è cugino di Guaidò, che è in carcere e ha un tumore. Ho chiesto a Maduro che si possa curare in Italia. L’ambasciatore sta lavorando a questo caso e la situazione è molto delicata’’.

"Il capo dello Stato, come sempre, è stato squisito sul piano personale e di grande sensibilità istituzionale". L’ex presidente della Camera racconta all’Adnkronos del colloquio telefonico con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto ringraziare tutti. Casini spiega che il contatto c’è stato quando erano in sosta a Lisbona, tappa del lungo viaggio di ritorno: ’’Quando ha chiamato il presidente Mattarella eravamo a Lisbona e c’è stato un momento di commozione". Casini dice di aver ricevuto la telefonata del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (’’con cui avevo parlato anche prima della partenza’’) e quella del presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. Una volta giunti in Italia, Magallanes andrà a Lecco, dove vivono il marito e i figli, mentre De Grazia andrà dalla sua famiglia in Calabria.

Tunisia, pullman in un burrone: almeno 22 morti

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Almeno 22 persone sono rimaste uccise e 21 ferite nell’incidente che ha coinvolto un pullman turistico che è precipitato in un burrone nel nord ovest della Tunisia. Secondo quanto reso noto dal ministero dell’Interno, il pullmann, di proprietà di un’agenzia di viaggi, stava portando una comitiva in gita da Tunisi all’area di Ain Darahim nella provincia di Jendouba. L’agenzia tunisina Tap riporta che tutte le vittime erano giovani tunisini tra i 20 ed i 30 anni.

Euro 2020, l’Italia pesca Turchia, Svizzera e Galles

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L’Italia affronterà la Svizzera, la Turchia e il Galles nella fase a gironi di Euro 2020. Lo ha stabilito il sorteggio effettuato a Bucarest. La Nazionale di Mancini ha evitato il rischio maggiore, quello di trovarsi nello stesso girone della Francia campione del mondo. Sfortunati i transalpini, finiti in un girone di ferro con i campioni europei in carica del Portogallo e con la Germania.

Gli azzurri, inseriti nel gruppo A, esordiranno contro la Turchia nel match inaugurale della rassegna continentale in programma il 12 giugno allo stadio Olimpico di Roma per poi vedersela con la Svizzera prima di chiudere il girone con il Galles. Oltre a Roma le altre città in cui si disputeranno le partite di Euro 2020 sono Londra, Dublino, Monaco, Baku, San Pietroburgo, Budapest, Bucarest, Amsterdam, Bilbao, Glasgow e Copenaghen. Alle 20 nazionali già qualificate si aggiungeranno le ultime 4 provenienti dai playoff che si svolgeranno dal 26 al 31 marzo prossimi.

Redazione

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