AZIENDE IN CADUTA LIBERA

STORIA DI UNA MANCATA GESTIONE RESPONSABILE

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Dopo anni di perdite ingenti, di incapacità di stare al passo coi tempi, di lamenti frequenti da parte dei passeggeri, Alitalia s’avvia verso una procedura di concordato preventivo. Eppure, nulla è mancato per la costruzione di un’ottima ed efficiente compagnia di aerei. Forse il problema è anche questo. Quando i finanziamenti fioccano, la preoccupazione di rientrare nelle spese lascia il posto ad altro. Difatti, lo Stato italiano ha contribuito per più di 30 anni al mantenimento della compagnia con quasi 7 miliardi di euro. Inutilmente, a guardare i fatti.

La compagnia, nonostante gli aiuti di Stato e gli incentivi, vola da sempre verso la disfatta. Colpa probabilmente della gestione pubblica che in Italia, riflettendo con attenzione, non brilla mai per i risultati. Non da meno l’Atac, famosa agenzia romana di trasporto autoferroviario che, dopo la richiesta di concordato preventivo, rischia parecchio.

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Il made in Italy, se non è svenduto all’estero, viene comunque calpestato in altra maniera. L’Italia perde, non di fronte alla crisi, bensì in merito alle strategie aziendali e alla modalità di utilizzo delle risorse economiche. Il denaro viene usato per scavare buchi profondi anziché per aiutare a sviluppare e ingrandire il concept italiano. Anche in questo caso, si parla di un certo tipo di mafia che, agendo indirettamente, contribuisce ad affossare il paese con una evidente noncuranza. Quando circolano soldi e manca una volontà di agire comune, corruzione e truffa fanno festa. Certo che ad un livello elevato, diventa complicato gestire una azienda, tuttavia difficile non significa impossibile. Alzando gli occhi all’orizzonte e guardando altrove, ci si accorge che all’estero ce la fanno spesso e volentieri, che sono stipendiati in base ai risultati, che sono meticolosi per quanto concerne la gestione del denaro, che sono controllati attentamente per quanto riguarda l’organizzazione e la crescita degli obiettivi. La mediocrità è osteggiata, non supportata con aiuti di Stato e nemmeno giustificata.

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In Italia, invece, si lascia correre su tutto: a partire dal personaggio che s’intasca denaro fino a quello che ammazza le donne. La questione, come al solito, è la mentalità italiana, tipica di chi grida al “governo ladro” ma poi si unisce alla rapina. La colpa, però, è sempre del prossimo.

Alessia Gerletti

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