AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DEL “DANTEDÌ”

Il giorno delle letture virtuali di Dante si affianca ad altre interessanti iniziative culturali

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Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita”. Probabilmente queste parole sono le più famose della storia d’Italia, se non del mondo. Canto I dell’Inferno, Divina Commedia. Quella che all’unanimità è definita come “l’opera delle opere”. Si può non averla studiata, si può non conoscerla, ma almeno una volta la si è sentita nominare, citare, commentare. La grandezza di Dante Alighieri sta in questo. E rivive oggi nel Dantedì, il giorno dedicato al Sommo Poeta (nonché uno dei fondatori della nostra lingua) e alla cultura italiana tutta.

Perché proprio il 25 marzo? Secondo molti studiosi, sarebbe la data nella quale il maestro fiorentino avrebbe iniziato il proprio viaggio ultraterreno. L’iniziativa parte dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini, che ha coinvolto scuole, archivi, biblioteche, artisti, Mibact, Miur e Rai.

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Mibact e Miur proporranno sui propri profili social immagini, video, opere d’arte sulla vita di Dante. Effettivamente il poeta di Firenze non è solo Commedia, ma anche Vita Nova, Convivio, De Monarchia e De Vulgari Eloquentia. Anche le altre quattro opere dantesche, infatti, hanno segnato profondamente la letteratura italiana, rivoluzionandola da cima a fondo. La Rai, dal canto suo, ha selezionato per la trasmissione su Rai Play delle lecturae Dantis intrepretate da grandi nomi contemporanei. Gli hashtags di sopra, ovviamente, sono già tra le tendenze.

Sarà bello sentire artisti affermati, ma anche gente “comune”, leggere versi tanto belli quanto famosi come: “volsi così colà come si puote ciò che si vuole”, “e caddi come corpo morto cadde”, “e uscimmo a riveder le stelle” o “l’amor che move il sole e le altre stelle”. Oppure ancora, poesie come “Tanto gentile e tanto onesta pare”, universalmente considerato come il miglior sonetto di sempre.

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Questa iniziativa si affianca a tante altre che sono state ideate e promosse in tempi recenti e non, tra cui spiccano le visite nei musei virtuali, le letture online e l’ascolto di audio tratti da varie opere. L’interattività è diventata una prerogativa del nuovo modo di vedere la cultura. Quest’ultima ha abbandonato, nell’immaginario collettivo, la vetusta veste accademica e pedante, divenendo sempre più accattivante per tutte le fasce d’età. Come direbbe Dante: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Francesco Bulzis

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