AL VIA IL TORNEO SPERIMENTALE DI CALCIO PARALIMPICO

GRAVINA: “ORGOGLIOSI PER ESSERE STATI I PRIMI AD AVVIARE UNA DIVISIONE SPECIALE”

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Quest’oggi, 1° febbraio 2020, il calcio spazza via un altro tabù. Parte in Italia, infatti, la prima stagione calcistica in assoluto per persone che hanno disabilità. Un torneo in fase sperimentale nato grazie ad un accordo tra Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio) e Cip (Comitato Italiano Paralimpico) che prevede, all’interno della Federcalcio, la creazione di una Divisione Paralimpica ad hoc.

In realtà il primo protocollo d’intesa tra FIGC e CIP, con lo scopo di avviare iniziative tra i due organismi, era stato firmato nel settembre dello scorso anno. A questo ne è seguito un altro nel mese successivo – sempre del 2019 - che prevedeva la realizzazione di una Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale con una propria organizzazione e autonomia.

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Siamo orgogliosi di essere la prima federazione al mondo ad aver avviato l’attività di una Divisione speciale - dichiara il Presidente della Figc, Gabriele Gravina - dimostrando l’unicità del mondo del calcio nell’individuare i protagonisti senza distinzione alcuna. Il calcio è uno, senza distinzione e nessuno deve essere escluso”.

Ed in effetti, c’è da essere fieri per quanto realizzato dalla Figc perché dopo i passi da gigante fatti nello sport paralimpico, in genere, mancava ancora il legame tra il calcio e il mondo della disabilità. Un vuoto opportunamente colmato dalle due organizzazioni con la nascita di un campionato sperimentale.

Il torneo, che si concluderà il 6 giugno, si sviluppa su base regionale e prevede la partecipazione di 81 società, 3.000 tesserati circa, 112 squadre divise per capacità calcistiche e dieci regioni: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna e Toscana.

Molte di queste squadre, la metà circa, utilizzeranno materiale e divise ufficiali delle squadre di Serie A, B, C e LND attraverso il meccanismo dell’adozione. Una sorta di affiliazione che testimonia l’attenzione da parte del mondo del calcio verso le persone con disabilità e che permette, a chi indosserà quelle casacche, di sentirsi parte di un gruppo, di avere una identità ben precisa ed un senso di appartenenza certamente maggiore a chi ancora è fuori da questo sistema e orfano di squadre di pertinenza.

Si tratta, dunque, di una data storica perché segna l’avvio di una nuova era per il mondo del calcio e per quello Paralimpico, una svolta che si spera possa al più presto espandersi, con effetto domino, anche in altri paesi.

(Foto da Figc.it - si ringrazia)

Rino Lorusso

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