ALLARME SUPERBATTERIO KILLER NEW DELHI

MORTI SOSPETTE E AUMENTO DI CASI IN TOSCANA

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Il batterio New Delhi sta generando forti tensioni e non poco allarme nella regione Toscana dove sono aumentati i casi registrati e le morti sospette sono raddoppiate rispetto ad alcuni giorni fa. In una lotta contro il tempo si sta cercando di studiare quelli che sono i sintomi e le relative ipotesi di contagio del batterio, la stessa Stefania Saccardi assessore al Diritto alla Salute e al Sociale a margine di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati rispondendo alla domanda sul perché del proliferarsi così velocemente in Toscana di questo killer invisibile resistente agli antibiotici ha dichiarato: “oggi esce il dato settimanale dell’Agenzia Regionale di Sanità ed è salito a novanta il numero di persone che hanno contratto l’infezione. Sappiamo inoltre che i decessi sono all’incirca nella misura del quaranta per cento pari a trentasei casi con sepsi”. L’assessore ha tenuto inoltre a precisare: “stiamo aumentando i controlli e i numeri probabilmente sono frutto di un aumento dell’attenzione e delle verifiche che stiamo facendo dentro i nostri sistemi ospedalieri. Lo screening è stato esteso anche ai reparti a minore intensità assistenziale come sono le medicine interne oltre che ai reparti tradizionali ad alta intensità assistenziale come le terapie intensive e i reparti oncologici”.

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Il dato certo sino ad ora è che sono sessantaquattro i casi di infezione da batterio New Delhi in Toscana, un batterio scoperto nel 2009 in un paziente svedese che tornava dall’India e che risulta essere un batterio piuttosto pericoloso perché resistente agli antibiotici soprattutto in pazienti fragili affetti da patologie croniche, immunodepressi e in soggetti trapiantati. Secondo gli esperti, non bisogna creare allarmismi inutili perché con questo batterio si può comunque convivere tutta la vita senza alcun tipo di problema, infatti questo ceppo di batteri si trova comunemente nella flora intestinale di ogni individuo e solo in alcuni casi può diventare resistente agli antibiotici. Le uniche regole da seguire sono quelle della comune igiene perché chi è portatore sano non deve sottoporsi ad alcuna terapia tranne in caso di salute precaria dell’individuo. Per gli infetti invece viene somministrato un “cocktail” di antibiotici disponibile in tutte le Asl toscane grazie al rifornimento fatto da magazzini esteri. L’assessore Saccardi ha tenuto comunque a sottolineare che il fenomeno è stato fronteggiato tempestivamente dalle strutture sanitarie regionali, “non c’è stata alcuna sottovalutazione e il nostro obbiettivo in questo momento è la prevenzione”. Secondo la direzione sanitaria non si può accertare un diretto collegamento tra la contrazione dell’infezione e il decesso dei pazienti, ma si tratta semplicemente di una concausa su una condizione clinica già compromessa degli stessi.

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Secondo il rinomato infettivologo Corrado Catalani ultimamente sia nell’agricoltura che nell’allevamento si sta facendo un uso eccessivo di antibiotici e di conseguenza gli esseri umani, tramite l’assunzione del cibo, ne assumono, anche se in piccole quantità, ogni giorno ed è per questo che i batteri si abituano e diventano resistenti. Tutto questo dovrebbe farci riflettere sull’abuso degli antibiotici che tante volte con troppa superficialità prendiamo a sproposito anche per curare un banale raffreddore.

Anna Di Fonzo

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