ADDIO A ROSETTA STAME

TESIMONE PREZIOSA DELL’ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE

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La scomparsa di Rosetta Stame ci rende tutti un po’ più soli, lei era la Presidente dell’Anfim, l’Associazione Nazionale delle famiglie italiane dei Martiri Caduti per la Libertà della Patria. La sua è stata una vita segnata dal dolore, ma anche dalla voglia di giustizia, una vita intensa fatta da momenti di rabbia e di sconforto, Rosetta leggeva ogni anno a nome dei familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine il messaggio rivolto al capo dello Stato all’interno del sacrario in cui si commemora la strage. Aveva ottant’uno anni ed era figlia di Nicola Ugo Stame un tenore foggiano e partigiano trucidato alle fosse Ardeatine il quattro marzo del 1944 insieme alle altre trecento trentaquattro vittime di quell’eccidio nazista. Ha sempre cercato di difendere per decenni con coraggio e determinazione la memoria dei martiri e quella di tutti i caduti per la libertà, lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha dichiarato: “esprimo sentimenti di cordoglio e solidarietà a tutti i suoi familiari e ai membri dell’Anfim con riconoscenza per l’opera infaticabile da lei svolta”.

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Rosetta Stame aveva sempre partecipato con passione e fermezza assieme ai tanti familiari delle vittime delle fosse Ardeatine ai processi contro Erich Priebke (capitano delle SS durante la seconda guerra mondiale e criminale di guerra), portando in aula quel suo dolore di quando appena bambina aveva visto suo padre segnato e detenuto a Regina Coeli prima di essere portato alle cave Ardeatine nel marzo del ‘44. Rosetta in una dichiarazione aveva affermato: “l’immagine più chiara che ho di mio padre è il suo volto sempre pieno di cerotti e di lividi.” Suo padre era un antifascista della resistenza romana, un cantante dell’opera molto noto nella capitale e nel corso degli anni Rosetta Stame era stata costretta a subire anche l’umiliazione di una condanna da parte del tribunale civile per diffamazione nei confronti di Priebke e obbligata a risarcirlo con l’acquisto di pagine sui giornali romani per la pubblicazione della sentenza. In un’intervista aveva denunciato le sevizie subite dal padre in via Tasso che nell’articolo erano state attribuite a Priebke, un accaduto di cui però la povera Rosetta non aveva prove certe e tangibili e pertanto all’interno del Tribunale della Repubblica Rosetta fu condannata per diffamazione subendo in silenzio anche quest’onta. Il funerale di Rosetta Stame avrà luogo il vent’otto febbraio alle ore 11:30 presso la chiesa di San Giuseppe Moscati in via Marchisio a Cinecittà Est.

Anna Di Fonzo

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