73° Anniversario dell’episodio da cui prese avvio la Lotta di Resistenza

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Ed è stato un autentico bagno di folla. Pavesata dai Gloriosi Medaglieri delle Associazioni d’Arma e Combattentistiche e dalla Bandiere dei Sodalizi più longevi, la soleggiata Piazza della Piramide Cestia, è stata per un giorno il Centro del sentimento e dell’amor patrio.

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L’atmosfera ideale per uno straordinario momento di commozione. Il modo più umano per commemorare, ricordare ed onorare la memoria di quei santi giovani che hanno lottato fino all’estremo sacrificio, per lasciare a noi e ai nostri figliuoli, una Patria libera, indipendente e rispettata nel mondo. E veramente in tanti congiuntamente ai cittadini di Roma e Provincia sono venuti anche da lontanissimo, per saldare il debito d’onore dovuto ai nostri prodi combattenti. Tutti presenti per commemorare e ricordare gli eroici cittadini e le Forze Armate che han dato il via agli eventi storici di quel turbolento 8 settembre del 1943. Una flotta disciplinata e decisa a ribadire il proprio rispetto per quel dolorosissimo periodo che, giustamente, viene adesso ricordato come il “Secondo Risorgimento d’Italia”. Senz’altro una straordinaria occasione, per rendere gli Onori e ricordare degnamente i gloriosi caduti delle Forze Armate regolari (527.000 militari, di cui 413.000 dell’Esercito, 83.000 della Marina e 31.000 dell’Aeronautica); della lotta partigiana (80.000 combattenti della Resistenza) e degli internati nei campi di concentramento (590.000 militari). Queste le cifre che indicano l’entità delle tre componenti incise a perenne memoria, nel marmo del monumento eretto a Porta San Paolo. Al cui cospetto, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’ 8 u.sc. si sono ristrette le più alte cariche istituzionali, i Comandanti delle FF.AA, di Polizia e dei Vigili della Capitale, nonché, una moltitudine di Decorati al valor Militare. Tra questi ultimi spiccava: salutatissimo e beneamato, l’indimenticato Gen. D. dei Carabinieri MOVM (Med. Oro al V.M) Umberto ROCCA, pioniere della battaglia contro le Brigate Rosse, accompagnato dalla Bandiera del Gruppo MOVM d’Italia di cui è il Presidente. Impassibile e sereno, è stato lo stesso Capo dello Stato: galvanizzato dalle morbide note della canzone del Piave e del Silenzio, ad avviare il cerimoniale. D’intorno, nell’ampio piazzale, sommerso dall’ondivago colpo d’occhio multicolore offerto dal garrire dei Tricolori ed istoriato dai Veteranicon la classica “Bustina e Copricolletto Associativo”, è calato il silenzio.cms_4564/foto_4.jpg

Finché, dopo il secco scandire dei comandi impartiti ai Picchetti in armi per la resa degli Onori, il Presidente si è, quindi, avvicinato alla Ghirlanda avvolta nel Tricolore, deposta dai Corazzieri al cospetto della targa incastonata sulle severe mura di Porta San Paolo e, chinando il capo, l’ ha sfiorata con la mano. Ed è scoppiato l’applauso. Toccante; anche il momento in cui il Presidente Mattarella, accostatosi alle transenna, da buon pater familias, oltre a stringere tante ed altrettante mano, si è intrattenuto con il Gen. Rocca e con un combattente centenario, in carrozzella. Decorato anch’esso con Medaglie e Nastrini di guerra, l’anziano avvolto da un ampio foulard bordato col Tricolore, nello stringere la mano del Presidente, è stato colto da commozione ed ha versato calde lacrime. Avvincente ! A conclusione del rituale in Porta S. Paolo, l’intera comitiva si è trasferite nei Giardini del vicino Parco della Resistenza dove, ad attenderla per la seconda parte della Commemorazione, c’era altrettanta folla. Predisposta e sapientemente organizzata dall’ANCFARGL (Ass. Naz. fra Combattenti inquadrati nelle Forze Armate Regolari nella Guerra di Liberazione), la Cerimonia ha avuto luogo al cospetto dell’ Erma ivi dedicata dal succitato sodalizio ai Caduti per la Resistenza, dove il Presidente Mattarella ha deposto altra Corona ed un Col. Vice Presidente dell’ ANCFARGL, ha scandito la Preghiera per tutti i caduti della Guerra di Resistenza.

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Sul palco delle autorità, con il Gen. C d’A. Enrico Pino che, per l’occasione, ha rappresentato l’Ambasciatore de Bosis - Presidente dell’ANCFARGL, sono saliti i vicepresidenti di Senato e Camera, Marina Fedeli e Roberto Giachetti, il presidente della Corte costituzionale, Paolo Grossi, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Gen. Tullio Del Sette C/te Gen. dei Carabinieri con i colleghi Claudio Graziano, Danilo Errico, Alberto Toschi, nonché il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, oltre ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche. Al microfono si sono, quindi, alternati il Gen. Pino la cui dissertazione, estremamente curata e densa di riferimenti storici e di cifre, ha suscitato consenso e calorosi applausi. Ottimi gli interventi della Signora Ministro della Difesa Pinotti e Signora Sindaco di Roma la quale ha affermato che: << la Resistenza va considerata un momento fondamentale della nostra storia e della nostra identità di italiane e di italiani. Per questo è ancora tanto importante oggi, a 73 anni di distanza da quell’8 settembre, rendere omaggio a chi si è sacrificato per conseguire un paese libero.>> A sua volta il governatore del Lazio Zingaretti ha ribadito: <<qui a porta San Paolo è nata l’Italia democratica grazie ai cittadini migliori. Siamo tutti posteri, nati dopo: sono gli uomini che hanno combattuto che ci hanno permesso di essere liberi.>> A sintesi della prima parte della intensissima giornata, gli oltre 450 soci dell’ANCFARGL, giunti da ogni parte d’Italia, si sono rifocillati presso le accoglienti e confortevoli sale mensa allestite presso le Caserme Macao e Cecchignola.

Giancarlo Giulio Martini

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