68esima EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA

PRIMA SERATA CON POCO GLAMOUR

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Anche quest’anno la settimana santa della canzone italiana è iniziata, cinque giorni in cui non si parlerà d’altro, perché anche chi dice di non aver mai visto Sanremo in vita sua (l’unico credibile è Piero Angela che candidamente, davanti ad una sbigottita Cristina Parodi, ha confessato di non averlo mai guardato) chissà come mai sa chi sono i cantanti in gara, critica le canzoni e, magia delle magie, ti sa descrivere perfettamente, meglio di Anna Wintour, chi ha indossato cosa. Qui non leggerete un parere tecnico sulle prestazioni canore, ma un’analisi “spietata” di tutti gli outfit delle donne (purtroppo poche, quest’anno sono solo quattro le cantanti in gara) che saliranno sul palco dell’Ariston. Sono quasi certa che Michelle Hunziker mi darà grandi soddisfazioni, è bella, solare e non ha quasi mai sbagliato un outfit nelle occasioni che contano grazie soprattutto ad un team qualificato che cura la sua immagine. Per la prima serata ha scelto di indossare abiti della collezione Armani Privè nella speranza di riabilitare re Giorgio dopo gli abiti non proprio belli che abbiamo visto sul red carpet dei scorsi Grammy Awards. Anche per la cantante Nina Zilli le aspettative sono alte, lei è una molto attenta ai trend della moda sempre super glam con quel suo tocco retrò che mette nei suoi outfit. Staremo a vedere, ormai ci siamo, mancano solo pochi minuti e il grande carrozzone di Sanremo si metterà in moto, spero solo di resistere sino alla fine, la vedo dura anche perché quest’anno non dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) esserci comici perché siamo sotto elezioni politiche.

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Partiamo col dire che la sigla d’apertura non è stata delle migliori, ma col senno di poi posso dire che è stato un messaggio subliminale a non guardare il Festival: “poi non dite che non vi avevamo avvertiti!”. Fiorello ha subito messo le cose in chiaro: “non sono sul palco dell’Ariston per fare un monologo comico”, infatti non ho riso, forse voleva portare il karaoke su Rai uno? giuro non l’ho capito, anche l’omelia del buon Don Baglioni sull’importanza delle canzoni potevamo risparmiarcela, il suo soprannome era “agonia” e anche questa volta non l’ha smentito. Ma veniamo a noi, alle cose serie, al primo outfit della svizzera più amata dagli italiani che come previsto non delude le mie aspettative, l’abito è semplice, ma allo stesso tempo sofisticato, spalle ben strutturate come vuole il trend della prossima stagione, scollatura profonda, linea a sirena con leggero strascico, un tessuto e un colore su cui puntare per andare sul sicuro (velluto e nero) e una spruzzata discreta di sparkling che non guasta mai sui polsini delle maniche. Azzeccatissima la scelta di lasciare i capelli sciolti e di adottare il suo solito make up, l’hanno resa riconoscibile senza spiazzare il pubblico che adora vedere le sue beniamine fedeli a se stesse, che non cambino troppo spesso la loro immagine. Si è presentata con un narciso bianco in mano per sostenere la campagna contro la violenza sulle donne e sin dalle prime battute mi è sembrata la più sciolta e la più presente sul palco dell’Ariston rispetto a Baglioni e Favino. La Rai poteva tranquillamente risparmiare sul budget e scegliere lei come conduttrice, ce ne saremmo fatti tranquillamente una ragione dell’assenza di Baglioni e Favino.

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La prima cantante ad esibirsi è Annalisa che come Michelle Hunziker ha scelto un abito dalla scollatura abissale (trend di stagione), ma in versione corta e con fondo vaporoso. Sarebbe stato meglio lasciare a casa il vistoso choker e scegliere un sandalo al posto del tronchetto che avrebbe donato più leggerezza all’outfit. Molto bello il make up, uno smokey eye glitterato, ma non eccessivo, tutto sommato un outfit fresco e sbarazzino che rispecchia in pieno Annalisa.

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La seconda delle quattro cantanti donne ad esibirsi al Festival è Ornella Vanoni che arriva sul palco dell’Ariston in total white scegliendo un pantalone palazzo e una camicia “architettonica” che ricordava molto lo stilista che per tanti anni l’ha vestita: l’architetto della moda Gianfranco Ferré, non a caso lo stilista che l’ha vestita per questo Festival è Antonio Riva. Un outfit senza orpelli (assenza di qualsiasi bijoux) superflui e consono alla sua età, la ciliegina sulla torta sarebbe stata una cintura per segnare il punto vita, così invece appariva come una colonna greca.

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Il secondo outfit di Michelle Hunziker punta sempre sul total black, ma più luminoso dal fondo ampio con sottogonna a contrasto e spalline sottili che mettono in risalto le sue spalle e braccia perfette. Restano invariate sia l’acconciatura che il make up, un abito bello, ma meno impattante e scenografico rispetto al primo.

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La cantante Noemi arriva con un nuovo taglio di capelli (long bob), ma con il colore ancora non ci siamo, si ostina con quell’improbabile rosso/arancio carota che non le dona affatto. Anche lei sceglie un total black con una jumpsuit orribile che le tira da tutte le parti e che le segna impietosamente i fianchi. Ormai questa è la sua comfort zone: colore nero, pantalone, camicia o jumpsuit, per il Festival avrebbe potuto osare di più e meglio…per ora il glamour latita!

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Il terzo outfit di Michelle è il classico abito da Festival, tutto luccichii siderali che cattura immediatamente l’attenzione dei telespettatori, l’acconciatura è raccolta per lasciare spazio all’abito, semplicemente perfetta. E’ l’abito più elegante della serata.

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La cantante Nina Zilli in total white (questo Festival è stato il palco dell’outfit monocromatico) indossa un abito bello, ma difficilissimo, che solo lei può portare con naturalezza senza sembrare goffa e solo lei, la più glamour delle cantanti, poteva essere sul pezzo dell’ultimissimo trend ancora sconosciuto. Forse non sarete felici di saperlo, ma l’abito e la gonna a palloncino meglio se asimmetrici stanno tornando prepotentemente alla ribalta, oggi è un must tra le fashion addicted, ma ancora sconosciuto alle altre, voi siete le prime a saperlo visto che in nessun magazine di moda c’è né traccia. Azzeccata anche l’acconciatura e il make up, molto bello il collier, l’unico errore da matita rossa è stato il colore dei sandali, oro che cozzava con la scelta del silver per i gioielli.

La prima serata del Festival è così giunta al termine senza infamia e senza lodi, tutto dallo spettacolo, alle canzoni, alla moda è stato un perenne grigio, forse il Festival più brutto degli ultimi anni, si salva solo la bella e brava Michelle Hunziker. Nek aveva già previsto tutto: Laura (Pausini) non c’è stata, ma anche il Festival è andato via e non è più cosa sua la conduzione (Baglioni e Favino inguardabili), la musica, il glamour, la suspense delle eliminazioni, i super ospiti ( ma ci saremmo accontentati anche di quelli normali!), l’alleggerimento di uno spazio comico. E’ stato un Festival ad uso e consumo del direttore artistico, più che il Festival della Canzone Italiana è l’isola che non c’è di Claudio Baglioni. Se il buon giorno si vede dal mattino la vedo molto dura arrivare sino a sabato, anche il Dopofestival viene snaturato perdendo verve e vena caustica. Presentato da un’ammucchiata di attori che se pur bravi nel loro campo sembrano dei pesci fuor d’acqua nelle vesti di presentatori, ma per fortuna che c’è sempre lui: il mitico Rocco Tanica e la sua rassegna stampa…basterà?

T. Velvet

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