10milioni i contagi nel mondo e superate le 500mila vittime.

Siamo a 34.738 il totale dei decessi in Italia. Zangrillo: "Focolai in Italia? Per me non ha alcun significato"

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Sono oltre 10 milioni i contagi per coronavirus ed è stata superata la soglia dei 500mila morti il numero delle vittime per coronavirus nel mondo. In base ai dati della Johns Hopkins University, i decessi sono 500.108. Gli Usa sono il Paese con il bilancio più alto, con 125.714 morti.

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cms_18087/LOGO-PROTEZIONE-CIVILE-NAZIONALE.jpgSono 22 i morti in Italia per Coronavirus nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto alle 8 vittime registrate ieri. Secondo i dati del ministero della Salute sale così a 34.738 il totale dei decessi nel Paese. I nuovi casi positivi sono 174, di cui oltre la metà (97) in Lombardia, per un totale di 240.310 persone contagiate dall’inizio dell’emergenza. Le Regioni a zero contagi sono 8 e altre 8 sono sotto il tetto dei dieci nuovi casi. In terapia intensiva si trovano 98 persone, una in più di ieri. I ricoverati con sintomi sono 1.160 (-100). In calo di 155 unità gli attualmente positivi, in tutto 16.681. Aumentano invece i guariti (188.891, +307).

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"Se torno indietro a 4 mesi fa, il 28 marzo è stato il giorno in cui sono stato più spaventato, mi veniva da piangere. Non sapevo dove mettere i malati. Oggi è il 28 giugno e tutti gli indicatori sono assolutamente favorevoli". Lo ha detto il primario del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, ospite di Lucia Annunziata a ’Mezz’ora in più’, su Rai3.

Quanto ai nuovi focolai in Italia, "non hanno alcun significato per me - ha sottolineato Zangrillo -. In Florida c’è stata un’esplosione di infezione, quindi di soggetti infettati ma non malati. Anzi, la mortalità è passata dal 6,7 allo 0,4. In Italia abbiamo una serie di focolai che vanno controllati e identificati ma non equivalgono al focolaio di malattia. Ho parlato con Napoli, dove c’è stata la finale di coppa Italia e la paura di assembramento e non c’è un malato al Cotugno o al Monaldi".

"Non è per essere faciloni o dire che non c’è il virus - ha ribadito Zangrillo -. Il virus c’è e non è mutato ma nella sua interazione con l’ospite è andato incontro, attraverso il fenomeno dell’omoplasia, a una perdita della carica rilevata in laboratorio, quindi è un’evidenza a cui corrisponde una mancanza di malattia. Non posso dire che non torni tra qualche mese ma tutti gli indicatori sono positivi".

Quindi ha concluso: "Il mio dovere è dire una parola di saggezza e verità agli italiani, che come abbiamo visto sono stati martoriati da una serie di ragioni differenti e sono assolutamente disorientati e spaventati. Solo un terzo dell’Italia è veramente ripartita, ora dobbiamo ripartire con attenzione, seguendo le regole, altrimenti moriamo e non di Covid".

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