"Italia sospende addestramento truppe Iraq"

Incontro Di Maio-Zingaretti a Palazzo Chigi - ’Password di Stato’, polemiche su ministro Pisano - Gregoretti, Italia Viva: "Se come Diciotti, voteremo sì a processo per Salvini" - M5S, Frate: "Espulsioni? Alla fine ne rimarrà

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"Italia sospende addestramento truppe Iraq"

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L’Italia ha sospeso "in linea con la coalizione" l’addestramento delle truppe irachene. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti del ministero della Difesa. Si tratta - si specifica - di "una delle misure di sicurezza decise" dopo il raid a Baghdad nel quale è rimasto ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. La missione di addestramento, si spiega, "una volta stabilizzata la situazione, verrà ripresa quanto prima".

La sospensione dell’addestramento alle truppe irachene, specificano ancora le fonti, non riguarda l’intera missione ma soltanto una delle attività della missione stessa.

La sospensione riguarda tutti i Paesi della coalizione anti-Isis, secondo quanto annunciato anche da fonti militari tedesche, sottolineando che la decisione è stata presa dal comando della coalizione a guida Usa come misura precauzionale per proteggere i soldati dispiegati in Iraq nell’ambito dell’operazione ’Inherent Resolve’.

Incontro Di Maio-Zingaretti a Palazzo Chigi

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Incontro a Palazzo Chigi per il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Al centro del colloquio, durato 45 minuti e svoltosi in un clima molto positivo e costruttivo, si è parlato della situazione politica generale - si legge in una nota congiunta degli staff dei due leader - ed è stato un primo confronto sul percorso da avviare per definire i prossimi obiettivi di governo.

’Password di Stato’, polemiche su ministro Pisano

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"Ogni volta che noi abbiamo una user e una password, questa user e password dovrebbe essere data dallo Stato perché solo lo stato è l’unico soggetto che ha davvero certezza che quello è quel cittadino". Paola Pisano, ministro dell’Innovazione Tecnologica e della Digitalizzazione, si esprime così nelle dichiarazioni ai microfoni di Eta Beta, su Rai Radiouno.

"Con l’identità digitale, avremo una unica user e password per accedere a tutti i servizi digitali. Ma questa user e password potrebbe essere anche utilizzata per accedere non solo ai servizi digitali della pubblica amministrazione ma ai servizi digitali anche del privato, per esempio i nostri conti in banca, per esempio prenotare un’auto in sharing, andare al cinema, per esempio comprare su Amazon -le parole di Pisano alla trasmissione-. Ogni volta che noi abbiamo una user e una password, questa user e password dovrebbe essere data dallo stato perché solo lo stato è l’unico soggetto che ha davvero certezza che quello è quel cittadino. E lei lo sa quante truffe ci sono sull’identità su internet?".

Le dichiarazioni fanno velocemente il giro del web e alimentano un dibattito tra domande e dubbi. Il tema accende utenti ed esperti, portando tra le tendenze di Twitter l’acronimo Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale). E’ lo stesso ministro, con un tweet, a proporre un chiarimento. "Vediamo di sgombrare il campo da ogni equivoco: l’identità digitale sarà rilasciata dallo Stato e servirà a identificare il cittadino in modo univoco verso lo Stato stesso -twitta il ministro-. In futuro, per aziende e cittadini che lo vorranno, POTREBBE essere ulteriore sistema di autenticazione".

Gregoretti, Italia Viva: "Se come Diciotti, voteremo sì a processo per Salvini"

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Se il caso Gregoretti è la stessa cosa della Diciotti, Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, voterà a favore del processo per Matteo Salvini. Lo hanno affermato oggi il coordinatore Ettore Rosato e il capogruppo al Senato, Davide Faraone.

“Lo abbiamo detto sin dall’inizio: se il caso Gregoretti, per cui la Giunta del Senato è chiamata a decidere se mandare Salvini a processo o meno, fosse sovrapponibile alla vicenda della Diciotti, noi di Italia Viva voteremo in coerenza con quanto fatto a febbraio. Ma lo stabiliremo soltanto studiando le carte", scrive in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva. "Dobbiamo decidere - aggiunge Faraone - se mandare a processo una persona, non dobbiamo fare valutazioni politiche o umane, quelle le abbiamo già fatte su Salvini e sono pessime. Non ci piace chi ha deciso di salvarlo o condannarlo a prescindere dal merito, lasciandosi condizionare dall’appartenenza politica e nemmeno chi cambia idea a seconda se Salvini sia o meno un alleato. Finché le vicende giudiziarie verranno usate per condizionare la vita politica di questo paese, non vedremo mai la luce”, conclude Faraone.

Dello stesso avviso Ettore Rosato. "Se Salvini dice che il caso Gregoretti è la stessa cosa della Diciotti e se lo dice lui che le carte le conosce bene, allora possiamo risparmiarci anche la fatica di leggerle le carte. Ci comporteremo di conseguenza", afferma coordinatore di Italia Viva all’Adnkronos ricordando che nel caso della Diciotti il voto fu a favore del processo a Matteo Salvini.

M5S, Frate: "Espulsioni? Alla fine ne rimarrà soltanto uno"

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(Antonio Atte) - "Dobbiamo essere intellettualmente onesti e chiamare le cose col giusto nome. Aveva senso parlare di ’restituzione’ fintanto che i soldi andavano al Bilancio dello Stato, a beneficio della collettività, e non ad un conto corrente privato al quale non abbiamo facoltà di accesso diretto e di cui ignoriamo la movimentazione bancaria". A parlare, interpellata dall’Adnkronos, è la deputata del M5S Flora Frate, che, stando al sito tirendiconto.it, risulta essere tra i parlamentari non in regola con le rendicontazioni e quindi a rischio sanzioni disciplinari. "Sarò ben lieta di fare la mia parte quando avremo un sistema non più discrezionale", sottolinea.

Alla domanda sul perché non abbia effettuato alcun versamento nell’anno 2019 (nella lista di chi non ha rendicontato nulla, spulciando il sito, figurano anche: Nicola Acunzo, Nadia Aprile, Santi Cappellani, Paolo Niccolò Romano, Andrea Vallascas, Cristiano Anastasi, Vittoria Bogo Deledda, Alfonso Ciampolillo, Luigi Di Marzio, Fabio Di Micco, Mario Michele Giarrusso), Frate replica: "Quella delle restituzioni è una pratica che, sebbene teoricamente nobile, nei fatti assume connotazioni travisate. Non ho mai nascosto perplessità e ho sempre formulato proposte alternative, i vertici lo sanno benissimo. Ma devo riscontrare che non c’è mai stata una discussione collegiale, un momento di confronto e di dialogo. Solo chiusura e pregiudizi, chi ha un’idea diversa è spesso marchiato come eretico, un controrivoluzionario".

Una "chiusura" che la deputata dice di aver sperimentato "personalmente con il DL Scuola, il caso più emblematico, dove ogni ipotesi di riforma è stata bocciata a prescindere. Sembra che pagare sia l’unico strumento per avere diritto di parola e, in alcuni casi, ottenere ruoli apicali nel M5S".

"L’impegno che ciascun parlamentare ha assunto all’inizio della Legislatura" sul tema delle restituzioni "è cambiato arbitrariamente, senza che qualcuno si preoccupasse di conoscere il nostro parere o procedere ad una regolare votazione democratica", lamenta la parlamentare, che aggiunge: "Si interpella Rousseau per la formazione del Governo, precedente anomalo nella nostra storia repubblicana, ma deputati e senatori non hanno voce in capitolo su nulla".

"È un reato - domanda Frate - chiedere trasparenza assoluta e libertà incondizionata di verifica? Con i soldi pubblici, soprattutto quando ci sono in ballo anche interessi di soggetti privati, non si scherza. La Prima Repubblica dovrebbe avercelo insegnato". E ancora: "Le restituzioni coincidono con la forma giuridica della donazione. Ebbene, sarò ben lieta di fare la mia parte quando avremo un sistema non più discrezionale e che privilegi la reale volontà del donante, libero di scegliere senza condizionamenti dall’alto a chi destinare le proprie risorse, se ad un territorio o ad un Ente di ricerca, ad una scuola piuttosto che ad un ospedale. La donazione obbligatoria è un ossimoro che porta all’implosione".

A chi le chiede delle possibili sanzioni disciplinari in arrivo, Frate risponde: "Sento parlare di espulsione, un tema che trovo francamente stucchevole. Credo, piuttosto, che si debba insistere con la critica costruttiva e la ricerca della sintesi. Perché è così che si fa nei partiti delle democrazie occidentali. Ed io continuerò a dare il mio contributo auspicando che alla fine prevalga il buon senso. Altrimenti cosa accadrà? Mi viene in mente la frase di un vecchio film... ’ne rimarrà soltanto uno’".

Redazione

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