"Controlli preventivi sulle navi"

Di Maio: "Rimpasto? Per me finisce qui" - Salvini: "Mai preso un rublo"

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"Controlli preventivi sulle navi"

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E’ durato poco meno di un’ora il vertice sui migranti a Palazzo Chigi voluto dal premier Giuseppe Conte con i ministri competenti per "coadiuvare le iniziative" dei dicasteri competenti "anche al fine di evitare che possano ingenerarsi sovrapposizioni e malintesi". Al tavolo hanno preso parte il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, i responsabili degli Esteri e della Difesa, Enzo Moavero Milanesi ed Elisabetta Trenta, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e il capo del gabinetto del ministero dell’Economia, Luigi Carbone, che ha preso parte al vertice al posto di Giovanni Tria, impegnato a Milano.

Durante il vertice, a quanto apprende l’Adnkronos, Conte ha rivolto ai ministri un invito "a coordinarsi di più per evitare disguidi". Il premier ha riferito di un "clima proficuo’’ nella riunione che arrivava dopo le polemiche dei giorni scorsi tra i titolari di Interno e Difesa, Matteo Salvini e Elisabetta Trenta.

SALVINI - Soddisfatto del vertice anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: "Il vertice? E’ andato bene, nel senso che ho portato al tavolo un numero di morti e dispersi più che dimezzato... per ora, toccando ferro, numeri ci danno ragione" ha spiegato ai giornalisti. Salvini ha poi aggiunto di non stare facendo la guerra alle Ong: "Non facciamo guerra a nessuno...vogliamo semplicemente garantire accoglienza a chi scappa davvero dalle guerra e arriva in aereo con i corridoi umanitari e stroncare il traffico di esseri umani legato a quello di droga - ha detto -. Se tutti hanno la coscienza pulita, immagino che tutti si sottopongano ai controlli di gdf e marina...".

Quindi il titolare del Viminale ha annunciato: "Abbiamo messo sul tavolo altre iniziative come i controlli della Marina militare preventivi sulle navi di presunto soccorso per verificare se abbiano tutti i requisiti’’. ’"Siccome prevenire è meglio che curare, in caso di nuovi conflitti vogliamo farci trovare pronti - ha specificato ancora Salvini -. A me basta che le navi delle forze armate difendano in consigli via terra, aereo e via mare: esercito, Marina, Guardia di finanza. Se ciascuno fa il suo, in Italia entra chi deve entrare’’.

TRENTA - La riunione è stata definita "collaborativa e molto interessante" anche dalla ministra Trenta, che sul blocco dei porti da parte delle navi della Marina per frenare l’immigrazione, ha spiegato di averla "letta dai giornali perché il ministro Salvini non me l’ha chiesta". Poi, a chi gli domandava se quella di Salvini fosse una provocazione per finire sui giornali, Trenta ha spiegato: "A volte le parole vengono fraintese", la Marina Militare "continuerà a fare quel che ha sempre fatto", agendo "nell’ambito delle 24 miglia marittime in concorso con la Gdf o la Guardia costiera". La ministra ha rimarcato poi come una nave della Marina Militare schierata a difesa dei porti "creerebbe problemi". E a chi gli domandava se sulla Marina comandi lei o il responsabile del Viminale, "la Marina risponde al ministro di riferimento", dunque alla Difesa, ha risposto Trenta.

"Nonostante l’agitazione del momento - ha scandito Trenta - stiamo lavorando tutti insieme per la sicurezza del Paese. Le navi prendono ordini dal ministro di riferimento. Bisogna comprendere bene che ogni ministro ha una sua area di competenza, nelle aree di concorso in cui si partecipa insieme alla competenza di un altro ministero ci si coordina. Ma l’ordine viene sempre dal ministro di riferimento". Per la ministra, "il tema delle migrazioni è un problema, va gestito insieme e il Paese dovrebbe andare tutto nella stessa direzione, senza farne un tema politico".

E sui cosiddetti sbarchi fantasma, "non sono fantasma, sono sbarchi di cui conosciamo tutti i numeri - ha precisato Trenta - se fossero fantasma non ne sapreste nulla neanche voi. Nonostante l’agitazione di questi giorni, stiamo lavorando tutti insieme per la sicurezza del Paese".

"DRASTICO CALO SBARCHI" - Una nota della presidenza del consiglio dei ministri ha sottolineato che la riunione a Palazzo Chigi "è stata una occasione utile per analizzare gli ultimi dati aggiornati sul flusso dei migranti verso il nostro Paese". "Dai dati a disposizione emerge che rispetto allo scorso anno c’è stato un drastico calo degli sbarchi sulle nostre coste, con il governo italiano fermamente impegnato nel contrasto ai traffici illegali - si legge nella nota -. Una strategia che sta dando i suoi frutti".

Nella nota è stato reso noto inoltre che "il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avvierà un’interlocuzione con il premier tunisino Youssef Chahed per concordare un’azione di intensificazione delle attività di sorveglianza delle coste tunisine e per cercare di rafforzare gli accordi di rimpatrio già esistenti". Quanto alla situazione in Libia, "è stato concordato che il governo italiano contribuirà a offrire ulteriore sostegno alla Guardia Costiera libica in termini di risorse materiali e di training".

Nel corso della riunione tra il premier e i ministri interessati, "è stato convenuto di insistere nelle varie sedi europee per ottenere un efficace meccanismo europeo di redistribuzione dei migranti che sbarcano in Italia - si legge nella nota -. Istanza, questa, che verrà rappresentata sia dal ministro Salvini alla prossima riunione dei ministri degli Interni europei a Helsinki, sia dal ministro Moavero nella prossima riunione dei ministri degli Esteri Ue, e dallo stesso Presidente Conte al prossimo Consiglio europeo utile".

"E’ stato anche fatto il punto sugli emendamenti già presentati al decreto Sicurezza bis, che rafforzeranno ancora di più gli strumenti a disposizione per combattere i traffici illegali" ha spiegato ancora la presidenza del Consiglio.

Di Maio: "Rimpasto? Per me finisce qui"

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Mentre era in corso il vertice sui migranti, il vicepremier e leader grillino Luigi Di Maio ha incontrato i sottosegretari M5S a Palazzo Chigi per fare il punto e illustrare la riorganizzazione del Movimento.

Nel corso dell’incontro, Di Maio non si sarebbe soffermato sulle ipotesi di rimpasto. In un passaggio del suo intervento, però, apprende l’Adnkronos, il leader del M5S avrebbe spiegato che, "dopo che la Lega ha espresso i due ministri, Famiglia e Politiche Ue, e probabilmente indicherà il commissario europeo, per me finisce qui".

Parole accolte con un sospiro di sollievo da gran parte dei presenti, non tutti perché c’è anche chi sarebbe a favore di un restyling: "con questa squadra invariata non andiamo da nessuna parte...", si lamenta un sottosegretario trincerandosi dietro l’anonimato. I più, però, pensano di restare al governo, anche se sulla durata della loro permanenza non metterebbero la mano sul fuoco: "Rimpasto? Per ora sembra rinviato...", confidano alcuni sottosegretari allontanandosi a piedi da Palazzo Chigi.

Nel corso della riunione con i sottosegretari, Di Maio ha illustrato inoltre la riorganizzazione del Movimento. In sintesi, a quanto apprende l’Adnkronos, nei prossimi giorni -salvo rinvii già lunedì- saranno indicati i referenti tematici che dovranno costituire l’ossatura del M5S 3.0. Niente nomi, in un primo momento, ma solo le caselle da riempire. Poi seguiranno e candidature sulle quali dovrà pronunciarsi la base, scegliendo con un voto sulla piattaforma Rousseau i referenti del M5S. Intanto Di Maio lascia la sede del governo dall’uscita posteriore, in auto.

Salvini: "Mai preso un rublo"

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"Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia". Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, in merito a quanto riportato dal sito online britannico BuzzFeed News, in cui si parla di un incontro lo scorso 18 ottobre, tra esponenti della Lega e una delegazione russa, e di una registrazione tra russi e un collaboratore di Salvini nella quale si negozierebbe un piano di finanziamento alla Lega tramite il petrolio russo.

"Non credo ai complotti, i sovranisti non sono sotto attacco" ha poi aggiunto in serata Salvini parlando, al termine del vertice di governo sui migranti. "Io non so la gente con chi parla e perché parla. Io rispondo solo di quel che faccio io e del mio movimento... non abbiamo mai avuto un soldo" ha scandito.

Poi, a chi gli chiedeva se agirà legalmente contro Gianluca Savoini, ex portavoce del leader della Lega e presidente dell’associazione Lombardia-RussiaSalvini, che secondo Buzzfeed era presente all’incontro coi russi, Salvini ha aggiunto: "Da segretario della Lega faro’ tutto ciò che devo fare. C’erano decine di imprenditori quei giorni...non abbiamo mai chiesto nulla. Io vado a parlare di pace, accordi commerciali, immigrazione, agricoltura, non certo di petrolio".

Interpellato dall’Adnkronos sulla vicenda, Savoini ha risposto: "Non ci sono mai stati fondi né soldi per la Lega da parte di nessuno di quelli citati da BuzzFeed. Tutte parole e blablabla, come peraltro ha appena detto Salvini".

PD: CHIARIRE SUBITO - Il Pd vuole chiarimenti. "Rubli dalla Russia alla Lega per una campagna elettorale contro l’euro? Va tutto chiarito immediatamente" il post su Facebook del segretario del Pd, Nicola Zingaretti. "O questa è una Fake News o questo è uno scoop clamoroso. Usare il petrolio russo per finanziare la Lega? Sarebbe pazzesco. L’unico che può chiarire è Salvini: deve chiarire lui, subito" scrive Matteo Renzi su Twitter rilanciando il post di BuzzFeed. A stretto giro la replica di Giulio Centemero, tesoriere della Lega. "A Renzi rispondo che è buona la prima, è un falso clamoroso - dice all’AdnKronos - Basta vedere i nostri bilanci, che sono online, per capirlo". "I rendiconti - sottolinea ancora Centemero - sono revisionati sia da una società di revisione che dalla commissione parlamentare trasparenza e bilanci dei partiti. Tutte le erogazioni liberali sono indicate in nota integrativa". E fonti parlamentari della Lega ribattono che al momento "le uniche evidenze reali di chi ha preso soldi sono quelle di +Europa, che li ha presi da Soros, uno che vuole finanziare con i suoi soldi l’emigrazione di massa in Europa", sottolineando come sulla vicenda "ci sono solo illazioni, nessuna prova. Si tratta di notizie che erano già uscite, senza fondamento, cose già scritte, che fanno uscire per vendere qualche copia di più". "Quei virgolettati c’erano già, mancavano gli audio", aggiunge la stessa fonte.

Ma il Pd chiede conto ai tesorieri della Lega di produrre documenti certi per smentire il sito di informazione BuzzFeed. "La Lega ha ricevuto finanziamenti dalla Russia? Le smentite d’ufficio del partito di Salvini non bastano, ora servono certezze" si legge in una nota del gruppo Pd di Palazzo Madama. "Il sito - scrivono - racconta di un presunto incontro avvenuto ad ottobre tra tre uomini russi e tre italiani, uno dei quali sarebbe Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia vicina alla Lega, nel corso del quale sarebbe stato concordato un finanziamento al Carroccio. Se questi fatti - scrivono i senatori - testimoniati peraltro da file audio, fossero confermati, ci troveremmo di fronte ad una pesante ingerenza di uno stato sovrano, la Russia, sul voto di un paese dell’Unione europea". "Altro che prima l’Italia e gli italiani - proseguono - il quadro che emerge da questo articolo è inquietante ed è coerente con la vicenda dei 49 milioni di euro di finanziamento pubblico alla Lega spariti nel nulla, di cui chiediamo conto da tempo senza ottenere risposte. Come gruppo Pd al Senato chiediamo dunque al vicepremier e leader del Carroccio Salvini, che in queste ore si dice estraneo e minaccia querele, di chiarire al più presto questa ulteriore vicenda anche nelle aule parlamentari". Intanto cartelli con scritti due numeri, 49 e 65, ovvero i 49 milioni di rimborsi della Lega e i 65 milioni di finanziamenti russi di cui parla oggi BuzzFeed, sono stati esposti dai parlamentari del Pd in aula alla Camera.

L’ARTICOLO DI BUZZFEED RILANCIATO DAL PD - Un incontro all’hotel Metropole di Mosca, lo scorso 18 ottobre, tra esponenti della Lega e una delegazione russa per discutere una strategia per far arrivare finanziamenti alla Lega in vista delle elezioni europee andate in scena a maggio. Lo afferma l’articolo del sito BuzzFeed, che pubblica anche audio e trascrizioni relativi all’incontro al centro delle polemiche sollevate da Renzi e dal Pd. Secondo BuzzFeed, nel meeting durato circa un’ora e un quarto si sarebbe discusso il progetto di sviluppare un accordo commerciale che avrebbe dovuto coinvolgere una compagnia russa del settore dell’energia e l’Eni per far arrivare il denaro alla Lega sfruttando un presunto sconto nella transazione.

ENI: TUTELEREMO NOSTRA REPUTAZIONE - L’articolo di BuzzFeed è stato smentito seccamente dal leader della Lega e un portavoce dell’Eni riferisce all’Adnkronos che “Eni ribadisce con fermezza di non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici. Peraltro, l’operazione di fornitura descritta non è mai avvenuta". Eni, prosegue il portavoce, "in presenza di qualsiasi illazione volta a coinvolgerla in presunte operazioni di finanziamento a parti politiche, si riserverà di valutare le opportune vie legali a tutela delle propria reputazione”.

M5S: NON FACCIAMO INTERESSI DI ALTRI PAESI - Nella vicenda entra a gamba tesa il M5S con un post su Facebook. "Il MoVimento 5 Stelle fa l’interesse degli italiani, non di altri Paesi! - esordisce - In queste ore leggiamo di presunti finanziamenti provenienti dalla Russia e indirizzati alla Lega. Leggiamo di possibili querele e tutti ci chiamano per sapere la nostra posizione. La nostra posizione è semplice e l’abbiamo sempre ribadita: al MoVimento 5 Stelle non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori. Sono mondi che proprio non ci appartengono e ne siamo orgogliosi. Avere le mani libere significa questo: non rispondere a nessuno di questi colossi, così come non ci facciamo piegare dai Benetton sulla tragedia del Ponte Morandi". "Il MoVimento 5 Stelle risponde solo ai cittadini, dipende da loro. Punto! Quindi queste storie non ci sfioreranno mai e non devono, ovviamente, nemmeno sfiorare il governo! Sia chiara una cosa: l’Italia è un Paese autonomo e chi si candida a rappresentarla deve fare l’interesse dell’Italia, non di altri Paesi. Che questi si trovino a Est od Ovest fa poca differenza. Che vendano Vodka o Coca Cola non importa. Noi siamo liberi e lo resteremo. Noi spieghiamo sempre nel dettaglio ogni cosa, inoltre, e ci aspettiamo che tutte le forze politiche facciano lo stesso. Si chiama trasparenza ed è il minimo sindacale!", conclude il M5S.

Redazione

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