"Canaletto and Venice"

The XVIIIth century on display in Doge’s Palace

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Eighteenth-century Venice with its lights and shadows unfolds through the rooms of Palazzo Ducale, in the story of an extraordinary century and its protagonist: Giovanni Antonio Canal, Canaletto. This was a period of great complexity and value, of excellence in the fields of painting, sculpture and decorative arts. Wonderful exhibition curated by Alberto Craievich under the scientific direction of Gabriella Belli.

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From its beginning, the eighteenth century showed itself to be a century of enormous vitality and great changes: in the language of art, in the history of ideas and techniques, in social life. The exhibition starts from an overview of the early years of a new artistic form, which broke the bonds with the rigour of classicism and with the theatricality of the baroque, while colour began to take precedence over line. Luca Carlevarijs laid the foundations of Venetian vedutismo, while Rosalba Carrera renewed the art of portraiture.

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Two young artists of the same generation began painting works in which light acquires a founding, constructive value: in both Giambattista Tiepolo with his aggressive brushstrokes in dynamic compositions, and Canaletto in the painting views, their style would become more controlled and sharper. The voyage continues with the genre painting of Pietro Longhi, the explosion of vedutismo, the rise of history painting and of landscape, together with that of the capriccio. And this was a great season for engraving too, with which many artists experimented, and of Giambattista Piranesi.

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The story of this century is also that of a European presence in the Serenissima and of its home-grown artists venturing abroad. The glass art of Murano was also living through a period of glory, as was the making of jewellery and porcelain. The protagonists of the turn of the century were Francesco Guardi and Giandomenico Tiepolo, son of Giambattista.

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In Guardi’s vision, his pictorial style, quivering and allusive, was far removed from the sunny certainties of Canaletto, and seemed to evoke a Venice in decay, while the years of carefree and aristocratic lifestyle gave way to a people of irreverent Pulcinellas, where everyone was free and equal, with the revolution burning in France in the background.

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The century of enlightenment, and the exhibition itself, closed with the emergence of Neoclassicism, dominated by the giant that was Antonio Canova.

cms_11994/italfahne.jpg"Canaletto e Venezia"

Il Settecento in mostra nel Palazzo Ducale di Venezia

Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoda lungo le sale di Palazzo Ducale, nel racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto. Splendida mostra curata da Alberto Craievich sotto la direzione scientifica di Gabriella Belli.

Una stagione artistica di grande complessità e valore, di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative. Fin dal suo inizio il 700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell’arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale. La mostra parte dall’affacciarsi nei primi anni di una nuova forma artistica, che rompe i legami con il rigore del Classicismo e con la teatralità del Barocco, mentre il colore prende il sopravvento sul disegno.

Luca Carlevarijs pone le basi del vedutismo veneziano, Rosalba Carrera rinnova l’arte del ritratto. Due giovani coetanei dipingono opere in cui la luce acquista valenza fondante, costitutiva: Giambattista Tiepolo con pennellate aggressive in composizioni dinamiche, Canaletto nella pittura di vedute, lo stile di entrambi si farà poi più controllato e nitido. Il viaggio prosegue con la pittura di costume di Pietro Longhi, l’esplosione del vedutismo, la pittura di storia e quella di paesaggio, il capriccio. E la grande stagione dell’incisione, che diversi sperimentano, e di Giambattista Piranesi. Il racconto di questo secolo è anche quello della presenza europea della Serenissima e del viaggiare dei suoi artisti. Mentre anche l’arte vetraria di Murano vive i suoi fasti, con l’oreficeria e la manifattura di porcellane.

Protagonisti di fine secolo sono Francesco Guardi e Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista. Nelle vedute di Guardi il linguaggio pittorico, tremolante e allusivo, lontano dalle solari certezze di Canaletto, sembra evocare una Venezia in disfacimento, mentre il tempo del vivere felice e aristocratico lascia il posto a un popolo di irriverenti Pulcinella, dove tutti sono liberi e uguali, e sullo sfondo la rivoluzione infiamma la Francia. Il secolo dei lumi, e il percorso espositivo, si chiude con l’affermarsi del Neoclassicismo, su tutti giganteggia Antonio Canova.

Domenico Moramarco

Tags: Canaletto Venezia Palazzo Ducale Settecento Tiepolo Antonio Canova

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