"Bonus Renzi sale a 100 euro" (Altre News)

Giù le tasse per 14 mln di lavoratori, chi ci guadagna - Fisco, novità 2 per mille

ECONOMIA_15_1_20.jpg

"Bonus Renzi sale a 100 euro"

cms_15695/euro_banconota_FTG_3-2-3281514685_3-3-2313185923.jpg

Il taglio del cuneo fiscale potrebbe impattare anche i beneficiari del bonus Renzi da 80 euro con benefici medi pari a circa 20 euro mensili, +240 euro su anno aggiuntivi dunque. A quanto apprende l’Adnkronos, tra le simulazioni allo studio al Mef per ridurre le tasse in busta paga, prende quota la possibilità, da sottoporre al vaglio della maggioranza, di dare un sostegno in più ai beneficiari del bonus Renzi e cioè i redditi tra i 15mila e i 26mila euro: trasformando gli 80 euro in detrazione ci sarebbe infatti un vantaggio di circa 20 euro in più.

Giù le tasse per 14 mln di lavoratori, chi ci guadagna

cms_15695/Operaio_catena_fg_3-4-712184358_3-4-1471021634_3-4-1487053013_3-4-1850387970.jpg

Pronto entro fine mese il provvedimento sul taglio del cuneo fiscale dal prossimo luglio per almeno 14 milioni di lavoratori: i 9,5 beneficiari del bonus Renzi più 4,5 milioni di lavoratori attualmente esclusi dagli 80 euro. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando a margine del seminario Pd a Rieti ha ribadito la tabella di marcia del taglio delle tasse in busta paga e rassicurato la maggioranza, nella fattispecie i pentastellati, sulla condivisione della misura prima del confronto di venerdì con i sindacati.

"Nelle prossime ore avvieremo un confronto con le forze di maggioranza e poi incontreremo le parti sociali con l’obiettivo di varare entro questo mese un decreto che consenta di ridurre le tasse a 14 milioni di lavoratori e una fascia significativa di percettori di redditi medio bassi finora esclusi dall’intervento degli 80 euro", sottolinea il ministro dell’Economia parlando a margine del seminario del Pd a Rieti.

Intanto, in base alle simulazioni più accreditate potrebbe salire a 100 euro il ’bonus’ per i redditi tra i 15 e i 26mila euro, già beneficiari del ’bonus Renzi’. Nel quadro dell’intervento sul taglio del cuneo fiscale infatti prenderebbe quota al Mef l’opzione di trasformare il bonus da 80 euro in una detrazione con un vantaggio di circa 20 euro in più in busta paga, +240 euro medi aggiuntivi ogni anno.

Inoltre, la riduzione delle tasse in busta paga pensata per chi era stato escluso dal bonus Renzi e, cioè i redditi tra i 26mila e i 35mila euro, potrebbe andare oltre questo tetto per effetto del decalage e comprendere i redditi fino a 37mila euro, nella più ottimistica delle ipotesi. Dunque, nessuno stanziamento aggiuntivo rispetto ai 3 miliardi stanziati in manovra per il periodo luglio-dicembre ma un effetto ’contabile’ dovuto appunto allo schema a degradare della detrazione.

Simulazioni quelle sulla sforbiciata al cuneo che saranno poste al vaglio della maggioranza e del probabile incontro tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il vice ministro pentastellato Laura Castelli per un’intesa tra le forze di governo prima che vengano sottoposti alle parti sociali. Modus operandi che i pentastellati hanno rivendicato anche in occasione delle trattative sulla manovra di dicembre.

E sul fronte della maggioranza, Italia Viva accoglie favorevolmente l’intervento sul cuneo fiscale, ma guarda già ad una più ampia riforma Irpef. "L’idea, che sembrava prevalere, di estendere il bonus 80 euro anche a chi guadagna dai 26.600 ai 35.000 euro (e magari trasformarlo in detrazione per la maggior parte dei beneficiari) ci sembra un buon punto di partenza", afferma il deputato Iv Luigi Marattin interpellato sul tema.

"Anche perché - sottolinea Marattin - quando Renzi era segretario Pd gli 80 euro per qualcuno era una ’mancetta’. Ora invece devono essere allargati anche ad altri. Quindi accogliamo con favore questo cambio di prospettiva. Ma noi siamo più che altro interessati alla complessiva riforma Irpef del 2021".

Nuovo dossier sul quale il Mef sta già lavorando. L’obiettivo del governo è quello di arrivare "ad aprile con una legge delega sulla riforma fiscale ispirata a 4 principi - spiega Gualtieri - semplificazione e razionalizzazione del sistema fiscale a partire dalle detrazioni, alleggerimento del carico per i redditi bassi e medi, concorso alla semplificazione del sostegno alla famiglia e contributo alla transizione ambientale".

Fisco, novità 2 per mille

cms_15695/modello730_fg4.jpg

Addio all’Udc e a Scelta civica; arrivano più Europa e l’Unione Sudamericana emigrati italiani. Nella lista del 2 per mille Irpef relativo all’anno d’imposta 2018 compaiono due nuove realtà rispetto all’anno precedente e, allo stesso tempo, scompaiono 7 partiti. E’ quanto emerge dalle tabelle del Mef sugli anni d’imposta 2017 e 2018 (dichiarazioni 2018 e 2019) e messi a confronto dall’Adnkronos. Secondo gli ultimi dati disponibili i contribuenti che hanno pensato alla politica nell’ultima dichiarazioni dei redditi sono stati solo il 3,3% del totale (1,4 mln su 41,2 mln). L’anno precedente i contribuenti che hanno destinato una quota delle loro imposte erano 1,1 milioni pari al 2,6% del totale.

Tra i 22 partiti politici che hanno avuto accesso ai finanziamenti dei contribuenti si segnale il boom, in termini percentuali, della Federazione dei verdi, che registra un +169,7% arrivando a 695.697 euro. Mentre la nuova arrivata più Europa ha incassato ben 809.273 euro. Tra le vecchie glorie che perdono terreno ci sono Forza Italia che ha incassato 623.076 euro, in calo del 2,2% e Rifondazione comunista con 535.889 euro e un taglio del 2,1%.

Tra coloro che hanno potuto accedere al due per mille ci sono, poi, delle realtà di spiccata vocazione territoriale come il Partito autonomista Trentino Tirolese che ha incassato 32.217 euro (-5,6%), La Puglia in più con 74.831 euro (+24,2%), il Sudtiroler Volkspartei con 313.429 (+9,15%) e l’Unione per il Trentino con 47.895 euro (+25,6%).

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App