“Viaggio in Italia”

Il nuovo lavoro di Salvatores, prodotto in modalità smart working

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Si fa un gran parlare in questi giorni delle ripercussioni della pandemia sul mondo del lavoro e sulla difficoltà di tante imprese di non riuscire, restando aperti, gli standard di prevenzione dei lavoratori. Anche se la platea di piccoli esercenti costretti a tenere le serrande abbassate e le attività imprenditoriali non necessarie sono molte, ci sono aziende (soprattutto di servizi) che sono riuscite a spostare la produzione a casa, evitando il contatto dei propri dipendenti e l’esposizione al contagio, dando degli spunti anche agli addetti ai lavori dell’industria cinematografica. Si chiamerà “Viaggio in Italia” ed è il nuovo film a cui Gabriele Salvatoresha deciso di lavorare stando in casa (sic!). Racconterà la vita degli italiani ai tempi del coronavirus. E per far fronte alle restrizioni e divieti riguardanti gli spostamenti o gli assembramenti, il vincitore del premio Oscar con il film Mediterraneo, nei prossimi giorni lancerà sui social media un appello rivolto a quanti vorranno inviare materiale inedito girato stando a casa che racconti la vita, con tutte le sue sfaccettature, in un momento drammatico causato dalla pandemia del covid-19. Paure, riflessioni, incertezze, noia, inquietudine, gioia e tristezza, sono gli elementi sul quale Salvatores lavorerà per il suo docu-film. Uno spaccato della vita oltre quei balconi e quelle finestre vissute sin da quando il Dpcm (decreto presidenza del consiglio dei ministri) è entrato in vigore.

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Il regista, vincitore anche di un Nastro d’Argento per il film “Io non ho Paura”, per la produzione di quest’opera si avvarrà di una rete di collaboratori sparsi su tutto il territorio nazionale che si occuperà della ricerca e archiviazione del materiale in maniera cronologica, raccontando l’inizio dell’epidemia (dalla Cina) fino ai nostri giorni. Il progetto, prodotto da Indiana Production e Rai e di elevato interesse culturale nazionale, si avvarrà anche della partecipazione e della collaborazione di istituzioni, associazioni di volontariato, scuole di cinematografia e comunicazione ed enti. "Si tratta per Indiana di una grande sfida produttiva per riuscire in questo difficile contesto a realizzare il primo film completamente sviluppato eprodotto in modalità smart working", dichiara Indiana Production. "Il servizio pubblico, anche nel settore cinematografico, vuole e deve essere presente in un momento in cui il nostro Paese ha bisogno di sentirsi coeso - dice Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema - sentiamo per questo la necessità di agire attraverso i mezzi della cultura e del cinema per realizzare un’operazione sulla memoria collettiva e la testimonianza di quanto tutti noi stiamo vivendo in questo tempo".

Umberto De Giosa

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