“USTICA”: UNA STRAGE FORSE PREANNUNCIATA

L’abbattimento dell’IH870 continua a portare con sé molti misteri. Si riapre la pista palestinese

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"La strage avvenuta nel cielo di Ustica la sera del 27 giugno 1980 è impressa nella memoria della Repubblica con caratteri che non si potranno cancellare. Nella ricorrenza dei quarant’anni, sentiamo ancora più forte il legame di solidarietà con i familiari delle ottantuno vittime e ci uniamo nel ricordo di chi allora perse la vita, con una ferita profonda nella nostra comunità nazionale”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarellaha ricordato, a quarant’anni dall’accaduto, le vittime dell’incidente aereo in cui morirono 81 persone. Dopo così tanto tempo, le dinamiche non sono ancora state ben chiarite, ed ipotesi contraddittorie si sovrappongono, lasciando ulteriore amarezza ai familiari di chi si trovava sul volo IH870, i quali, nonostante siano stati risarciti con oltre 100 milioni di euro complessivi da una sentenza del tribunale civile di Palermo che ha accertato le responsabilità dei Ministeri della Difesa e dei Trasporti, continuano ad essere all’oscuro della verità, come tutti noi.

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Infatti, se ai nostri Ministeri è stata assegnata la responsabilità civile, per quanto riguarda il penale la strage di Ustica rimane senza colpevoli. Una delle ipotesi più accreditate è quella di un missile, lanciato da ignoti e diretto non si sa verso quale bersaglio, che incrociò la traiettoria dell’aeromobile Douglas DC-9. L’allora Presidente della Repubblica Cossiga nel 2008 affermò che la colpa sarebbe da attribuire alla Francia, ma è necessario specificare che si tratta di un’opinione di quest’ultimo, non supportata da prove sufficienti. Il quotidiano La Stampa, però, proprio a 40 anni dall’accaduto, ha pubblicato un’inchiesta che potrebbe incredibilmente dare una svolta alle indagini, che finora sono sempre proseguite più o meno alla cieca. Si tratta di un telegramma, fino al 2014 coperto da segreto di Stato, ricevuto dal Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (Sismi) poco prima del disastro. Questo telegramma, che porta la firma del colonnello Stefano Giovannone, ricondurrebbe le responsabilità ad una frangia estremista filolibica del terrorismo palestinese, guidata da George Habbash.

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Il colonnello segnalava la probabilità di "una situazione di pericolo a breve scadenza", parlando di "due operazioni da condurre in alternativa contro obiettivi italiani: dirottamento di un Dc9 Alitalia" o "occupazione di una ambasciata". La causa sarebbe identificabile nel sequestro di due missili terra-aria destinati alla rete di Habbash e nell’arresto di un funzionario del Fplp a Bologna, del quale i palestinesi chiesero il rilascio. Giovannone, ricorda il quotidiano La Repubblica,era l’ufficiale che gestiva il Lodo Moro, l’accordo siglato nel 1974 tra l’allora premier e i palestinesi: un patto che gli garantiva libertà di movimento in cambio dell’immunità del nostro paese dagli attentati. Insomma, secondo l’inchiesta de La Stampa, si tratterebbe di una ritorsione da parte di Beirut riguardo la quale il Sismi era stato avvertito con anticipo, rivelandosi però incapace di impedire i fatti. Una cosa, se dovesse essere confermata, gravissima, che va quindi presa con la dovuta cautela in attesa che questa inchiesta venga trasformata da giornalistica in giudiziaria, sperando che si possa far luce sulla questione una volta per tutte.

Giulio Negri

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