“LO SGUARDO OLTRE IL FANGO”

Intervista agli autori Simone Martino e Lorenzo Cioce

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“Lo sguardo oltre il fango” è un dramma musicale che racconta l’orrore della Shoah attraverso gli occhi di Ziva e Peter, un’ebrea e un tedesco di 11 e 13 anni. I due dimostreranno l’insensatezza di tanta crudeltà, abbattendo le differenze attraverso la forza del loro amore. Nato dalla collaborazione tra il compositore Simone Martino e il giovane poeta Lorenzo Cioce, il musical ha registrato cinque sold out al Sala Uno Teatro di Roma, riscuotendo grande successo anche tra la critica.

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Com’è nata l’idea di un dramma sul tema dell’Olocausto?

Da tempo volevamo realizzare un musical sull’argomento. L’illuminazione è giunta dal film “Il bambino con il pigiama a righe”, trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di John Boyne. Di lì abbiamo tratto libera ispirazione, variando molti aspetti della storia e rendendola “teatrale”: ad esempio, mentre nel film i protagonisti sono due bambini, nella nostra opera sono un bambino e una bambina.

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Il sottotitolo dell’opera è “La ragazza n.°65738”. Di chi si tratta e come la trama si snoda attorno alla sua vicenda?

Innanzitutto, la scelta del sottotitolo evidenzia come i campi di concentramento fossero vere e proprie “fabbriche della morte”: ogni deportato, come ben sappiamo, era marchiato da un codice.

La storia ruota attorno a Ziva (interpretata da Margherita Rebeggiani), una ragazza ebrea polacca deportata ad Auschwitz insieme al fratello. In realtà, lei è fortunata rispetto alle altre perché è in grado di rammendare, mestiere che le permette di sopravvivere all’interno del lager. Al confine di Auschwitz, Ziva incontra Peter (Gabriele Trucchi), un coetaneo tedesco, figlio di un comandante SS. Tra i due nasce un’amicizia, che si trasformerà pian piano in un sentimento sempre più profondo. L’amore tra i due ragazzi sarà l’unico barlume di speranza in un mondo ormai privo di valori e ideali, improntato esclusivamente sull’annientamento dell’essere umano.

Quale messaggio vuole affidare la storia allo spettatore moderno?

Il messaggio che vogliamo trasmettere è più che attuale: già durante la fase di stesura del copione, in tv vedevamo scorrere le immagini di una Siria devastata dalla guerra, scenario che a distanza di mesi è peggiorato ulteriormente. La storia di Ziva e Peter è un invito a varcare i propri confini -emotivi, fisici, ma anche morali e religiosi - per esplorare la diversità dell’altro, senza ostilità. Sebbene la nostra sia una società più che globalizzata, ancora oggi assistiamo, specialmente nelle grandi città, a una vera e propria ghettizzazione nei confronti del “diverso”. Gli immigrati giunti dalla Siria e da diverse aree dell’Africa, sfuggiti a una vita che non offriva loro alcune prospettive, subiscono ai giorni nostri i soprusi e le discriminazioni a cui circa settant’anni fa erano sottoposti gli ebrei.

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Quale valore assumono la parola poetica e le musiche all’interno di questo dramma, scritto da un poeta e da un compositore?

Trattandosi di un musical, la colonna sonora assume naturalmente un ruolo centrale. Come l’ha definita una spettatrice di Roma, la musica è un’ottima “amplificatrice delle emozioni”. E’ proprio questo l’obiettivo che abbiamo perseguito: scegliere delle melodie che potessero toccare il cuore del pubblico, prodotte principalmente dagli archi e dal pianoforte. Abbiamo destinato una maggiore potenza musicale ai brani dei nazisti, in particolare a quello intitolato “La soluzione finale”, il canto corale più imponente.

Per quanto riguarda la poesia, si può dire che essa sia disseminata lungo tutto lo spettacolo, manifestandosi in maniera particolare nel momento dell’incontro tra i due ragazzi: la parola poetica riassume in sé tutta l’essenza del confronto tra mondi e ideologie diverse, trasformandosi in un’occasione di scambio reciproco e accettazione dell’altro. Per il resto, abbiamo scelto di non “edulcorare” i dialoghi dei personaggi e di non “ammorbidire” la tragicità della storia, preservandone la veridicità e la potenza emozionale.

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Qual è, a vostro parere, la formula dell’opera perfetta, ovvero l’equazione in grado di portare al successo una rappresentazione teatrale?

Il primo ingrediente è certamente la collaborazione tra il cast, il regista e tutto lo staff. Nel nostro caso, si è rivelata fondamentale l’abilità degli attori, forgiatasi nel corso delle esperienze teatrali pregresse. Tutti i personaggi sanno come padroneggiare la scena, anche i più piccoli, che hanno appreso molto dagli adulti. Il segreto sta proprio nell’affidarsi l’un l’altro, nell’aprirsi totalmente all’ascolto e collaborare armoniosamente.

Come evolverà la vostra collaborazione, cominciata due anni fa? Avete in serbo altri progetti importanti?

Mentre ci trovavamo a Monte Sant’Angelo abbiamo scritto un’altra opera teatrale, intitolata “San Michele - L’Angelo dell’Apocalisse”. E’ completamente diversa rispetto a “Lo sguardo oltre il fango”, possiamo definirla come un mix tra l’opera lirica e quella musicale, di argomento prettamente religioso. Speriamo di esordire presto…

Concludiamo con un invito ai lettori dell’International Web Post.

L’invito è quello di cogliere al volo l’occasione: opere come questa sono molto rare nel panorama teatrale italiano poiché, trattando argomenti profondamente drammatici, si tende quasi sempre a “indorare la pillola”, alterando così parecchi aspetti della vicenda. Noi, al contrario, abbiamo preferito presentare i fatti così come sono, restando fedeli al lavoro di ricerca storica che abbiamo condotto a monte. A questo proposito, dobbiamo ringraziare Giuseppe Mallel, nipote di deportati che ha prestato la sua testimonianza per la realizzazione del copione. Per lui è stata una catarsi, per noi una grande soddisfazione, in quanto rappresenta un grande valore aggiunto alla nostra opera. Vi aspettiamo, pronti a emozionarci insieme…

Prossime date:

5 maggio, ore 21:15 - Passignano sul Trasimeno (Pg), Auditorium E. Urbani

12 e 13 maggio, ore 21:30 – Bari, Teatro Forma

Trailer ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=a7yoEHmkVZc

Per ulteriori informazioni cliccare sul link https://www.facebook.com/losguardooltreilfango/?fref=ts

Federica Marocchino

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