“HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE?”: IL NUOVO LIBRO DI LORENZO CIOCE

Intervista all’autore

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cms_4843/foto_2.jpgLorenzo Cioce è un giovane scrittore emergente, nato a Roma con origini pugliesi. Classe ’91, nel 2015 consegue la laurea in Storia Medievale, Moderna e Contemporanea alla Sapienza (Roma) con una tesi su Adriano Olivetti. La passione per la scrittura si manifesta fin dall’adolescenza, portandolo a pubblicare la sua prima raccolta di poesie, “Lo sprecainchiostro” (Ed. Terre Sommerse), all’età di soli 20 anni. Nel settembre del 2016 esce il suo secondo libro, intitolato “Hai mai corso tra le nuvole?” (Ed. Minerva), cinquanta componimenti che raccontano la vita, la società, l’amore, con sottile ironia e sublime profondità.

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Cominciamo dal titolo della tua opera: cosa significa, per te, correre tra le nuvole?

cms_4843/foto_3.jpgCome scritto sulla quarta di copertina, correre tra le nuvole non significa essere tra le nuvole, ma attraversarle. Avere progetti, sogni, idee che ti permettono di esplorare la vita in maniera diversa.

Da cosa trai ispirazione e quanto delle tue esperienze personali c’è nelle tue opere?

A mio parere, il 70% di ciò che uno scrive è frutto dell’esperienza personale. Solo il 30% può provenire dall’esterno. C’è molta autobiografia in ogni libro, nessuno scrittore può negarlo, dal più grande al più piccolo. E poi conta molto anche l’osservazione continua della realtà che ci sta attorno, il saper guardare oltre il proprio “recinto”.

C’è un passo significativo che rispecchia la tua visione del mondo e la tua interiorità?

“Sussurrerai ‘apriti cielo’ e spalancando l’immaginazione ti chiederai il perché del rarefatto respiro. Hai mai corso tra le nuvole?”. Sono queste le parole che meglio sintetizzano il messaggio dell’intera opera.

Nel tuo nuovo libro hai introdotto uno stile personalissimo e innovativo, una post-moderna “poesia prosaica”. Da cosa è scaturita questa tua scelta stilistica?

E’ dipesa molto dalla mia formazione, da un lato classica e dall’altro comunicativa. I miei genitori sono giornalisti, il che ha fatto sì che, per una sorta di processo inconscio, mi abituassi a “catturare” il pubblico anche tramite le poesie, in maniera immediata. Unisco processi classici, come il “labor limae” e il “fulmen in clausula”, ad artifici letterari moderni, tra cui la chiusura cinematografica. La mia poesia fa parte di un post-moderno che strizza l’occhio ai classici, da cui molto abbiamo da imparare in termini ritmici e compositivi. Sebbene l’immaginario collettivo consideri la poesia una forma di comunicazione “fuori dalle regole”, soprattutto in seguito all’introduzione del verso libero, la componente sonora e l’ordine “matematico” hanno un grande peso in ognuno dei miei componimenti.

Lorenzo, tu scrivi da quando avevi circa 18 anni. Quale valore dai alla scrittura?

Premetto che per me la scrittura è strettamente legata alla lettura. Entrambe sono state fondamentali al fine di comprendere vari aspetti sia della mia vita che di quella di chi mi sta attorno. Le definirei come un “ponte per le emozioni”.

Nel 2012 hai pubblicato il tuo primo libro, intitolato “Lo sprecainchiostro”. Quanto senti di essere cresciuto in questi ultimi quattro anni, a livello personale e professionale?

Tanto, anche se ovviamente c’è ancora da crescere. La maturità sta nel selezionare con attenzione cosa pubblicare, cosa comunicare al pubblico. Penso che un libro vada pubblicato solo quando c’è almeno un’idea da trasmettere. Il mio secondo libro è molto diverso dal primo, soprattutto a livello stilistico. Le trenta poesie raccolte ne “Lo sprecainchiostro” sono state scritte in un anno e mezzo, mentre “Hai mai corso tra le nuvole?”, che ne conta cinquanta, è frutto di un lavoro di ben quattro anni. Ho voluto riservare a ogni singolo componimento una lenta e scrupolosa riflessione, che poteva essere anche di un mese intero. Rispetto agli esordi, ora sono più pacato, attendo il momento giusto per scrivere e studio i versi con più calma.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Da due anni a questa parte, sto collaborando con l’associazione “Progetto Insieme”, a cui ho peraltro dedicato il mio libro. Ci occupiamo di volontariato, arte e danza. Nell’ultimo anno mi sono affacciato all’attività teatrale, insieme a Simone Martino, un compositore di musical. Per il momento, l’obiettivo principale è portare in scena diverse opere già ultimate. Come Pasolini, che amava spaziare tra letteratura, cinema e teatro, tendo a non scindere le diverse forme d’arte, a non incanalare le mie energie verso un unico campo. Desidero cercare altre strade, affinché la mia scrittura possa evolvere e progredire. Il teatro mi ha consentito di esplorare e apprezzare persino la rima, che prima non amavo particolarmente, componendo alcuni brani musicali in sinergia con Simone.

Ultima domanda: perché leggere “Hai mai corso tra le nuvole”?

Perché non è il solito libro di poesie che si trova a scaffale in Italia. Perché è frutto di una ricerca continua, volta a rincorrere il ritmo piuttosto che la famosa e agognata “parolona”. Questo contribuisce a creare uno stile più democratico, popolare, accessibile a tutti. Il mio scopo principale consiste proprio in questo: “arrivare” a ciascun lettore, dal più al meno colto. Ognuno dà poi un’interpretazione tutta soggettiva alle mie parole, tanto che quando chiedo a coloro che hanno letto il mio libro quale sia la loro poesia preferita, le risposte sono sempre le più disparate. “Hai mai corso tra le nuvole?” è, come mi piace definirlo, un miscuglio di profondità e spensieratezza. E, in un periodo di cambiamenti come quello che stiamo attraversando, ne abbiamo tutti un gran bisogno...

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Lorenzo vi aspetta a Bari, presso le Librerie Gagliano, il prossimo 5 Novembre alle ore 18:30, dove presenterà il suo libro. Il suo tour “tra le nuvole” proseguirà poi il 12 novembre a Genzano di Roma, presso l’enoteca “I castelli”, e il 24 novembre al “B&B Chiesa Greca” di Lecce.

Per ulteriori informazioni cliccare sul link https://www.facebook.com/haimaicorsotralenuvole

Federica Marocchino

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