“CARLO FORNARA E IL DIVISIONISMO”

La mostra valdostana che ripercorre il percorso artistico del pittore

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Venerdì 25 ottobre 2019, alle 18, il Museo Archeologico di Aosta ospiterà l’inaugurazione della mostra Carlo Fornara e il Divisionismo, curata da Annie-Paule Quinsac e diretta da Daria Jorioz. L’esposizione prevederà un ampio percorso espositivo che consta di 80 opere complessive, tra disegni e dipinti. Si tratta della prima rassegna monografica dedicata all’artista, ambientata nel periodo cruciale che va dall’ultimo decennio del 1800 al primo del 1900, la stagione più intensa di produzione artistica del pittore. Tale periodo coincide con quello di massimo successo per il movimento Divisionista in Italia.

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Carlo Fornara, L’aquilone, 1902-1903

Il periodo simbolista di Fornara, oltre al capolavoro L’Aquilone, è qui rappresentato da La leggenda alpina e da due studi a olio testimoni dell’evolversi dell’immagine, mentre nella sezione dei disegni, alcuni fogli di grande formato, quali quello per il manifesto stradale del Sempione e Allegoria dei monti, raccontano di un’esperienza che più tardi l’autore preferì occultare. Chiusa la parentesi simbolista, il primo decennio del Novecento è segnato da una ricerca di obiettività verso la natura, spoglia dell’espressionismo che aveva dominato le stagioni tra la fine dell’apprendistato vigezzino e la maturazione divisionista che, con En plein air, anticipa di alcuni mesi l’incontro con Segantini. Sono anni dedicati alla sua terra, fonte iconografica primaria, la Val Vigezzo, a cui prova a ridare volto in una sintesi di lente elaborazioni che nasce, come in Angelo Morbelli, da scatti fotografici e numerosi studi. A riprova si sono voluti esporre anche dipinti meno sviluppati come Il grano saraceno in fiore.

Ciò che contraddistingue Fornara dai suoi colleghi dell’epoca e rende unica questa mostra è il suo particolare metodo di lavoro, approfondito da recenti ricerche. Sono state analizzate, a tal proposito, cinque opere chiave: Le lavandaie, L’Aquilone, Chiara pace, Luce e ombre, Fine d’autunno in Valle Maggia. I rilievi sono stati affidati a Thierry Radelet, esperto di fama internazionale, che ha riportato i risultati ottenuti nel catalogo della mostra, aprendo a futuri studi comparativi ed ulteriori approfondimenti.

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Carlo Fornara, Autoritratto a vent’anni, 1890

L’itinerario espositivo del Museo Archeologico Regionale di Aosta si apre con l’autoritratto, perché per Fornara, formato alla professione di ritrattista alla Scuola Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore e per indole portato all’introspezione, il proprio volto, con il mutare nel tempo, è rimasto fonte imprescindibile d’ispirazione. E si conclude con una sala dedicata ai sopracitati esiti della diagnostica. È stato possibile includere una cospicua sezione di opere su carta, per offrire una visione più ampia della grafica, con chine, anteriori al 1900, e disegni. Tale scelta consente di illustrare la storia di un artista convinto che il disegno fosse il nerbo del dipinto e che, lungo tutto l’arco di una lunga vita, è rimasto instancabile disegnatore.

La mostra si aprirà il prossimo 26 ottobre e sarà visitabile sino al 15 marzo del prossimo anno.


(Immagini tratte da Studio Esseci: si ringrazia)

Nicola D’Agostino

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