“BORIS JOHNSON SCANDALOSO!”

L’attacco al premier inglese arriva dalla rivista scientifica Lancet

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"La strategia di ricercare-ritardare-mitigare del governo del Regno Unito è fallita. In parte è fallita perché i ministri non hanno seguito il consiglio dell’Oms di ’testare, testare, testare’ ogni caso sospetto. Non hanno isolato e messo in quarantena. Non hanno tracciato i contatti. Questi principi di base della salute pubblica e del controllo delle malattie infettive sono stati ignorati, per ragioni che rimangono opache". Un attacco durissimo quello lanciato verso il Governo UK a guida Boris Johnson dalla rinomata rivista scientifica Lancet, poco dopo l’annuncio da parte del Primo Ministro del Regno Unito di essere risultato positivo al tampone per il Covid-19. Richard Norton, direttore della rivista, è durissimo: “L’ultima settimana di gennaio sapevamo quello che sarebbe accaduto, avremmo potuto agire molto prima". Uno smacco notevole per BoJo, che, come del resto molti altri presidenti in giro per il Mondo, aveva inizialmente scelto il vil denaro nel trade-off vite umane-economia che, malauguratamente, gran parte del Mondo si sta ritrovando a fronteggiare. Una decisione sciagurata, che si è trasformata in una vera e propria bomba per il suo Paese, che ha agito tardi nel contenimento del contagio e, purtroppo, ne pagherà le nefaste conseguenze, che già si vedono: i contagi superano quota 17.000.

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Di fronte al fascino dei soldi, alla folle idea iper-liberista che una società non possa esistere senza la massimizzazione costante del profitto, la lezione della Cina e dell’Italia non è servita a nulla. Soprattutto noi (italiani) abbiamo lanciato grida di allarme fortissime, ma siamo rimasti inascoltati, spesso persino sbeffeggiati e presi in giro, mentre i nostri concittadini piangono i propri defunti senza avere nemmeno la possibilità di dargli un ultimo saluto e un funerale. Gli ultimi in ordine di tempo a rimanere ciechi e sordi davanti al pericolo sono stati gli amministratori svedesi. Il direttore della Sanità pubblica, Johan Carlson, ha affermato che "non si possono varare misure draconiane che hanno un impatto limitato sull’epidemia ma abbattono le funzioni sociali": e così negozi aperti, mezzi pubblici strapieni e via di seguito, con tutte quelle cose che non si dovrebbero fare davanti a questa situazione. Sarebbe bello se agli svedesi andasse tutto bene, ma, purtroppo, non c’è da sperarci. E così, c’è da aspettarsi che la Svezia faccia la fine di Gran Bretagna e Stati Uniti, con quest’ultimo Paese che ha recentemente superato l’Italia nella conta dei malati, e si prepara a fronteggiare un disastro epocale con un sistema sanitario vergognosamente inadeguato, mentre Donald Trump fino a poco fa minimizzava paragonando il CoVid ad una banale influenza.

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Ora, sta per chiedere i poteri di guerra. Per non parlare poi di Jair Bolsonaro, il presidente brasiliano che aveva dichiarato che “in Italia muore tanta gente perché è un Paese di vecchi”. Semplicemente incommentabile, ma a questo lui ci ha abituati. Per finire, ultima ma non ultima dimostrazione di come non è tanto il virus a mietere vittime quanto l’incompetenza e l’egoismo vergognosi della governance internazionale, si pensi a quanto sta succedendo nell’Unione Europea: Germania, Austria e Paesi Bassi si sono infatti opposti categoricamente a misure comuni per fronteggiare l’emergenza. “Prima noi”, il concetto fondamentale espresso dai tre Stati. Addirittura, il Ministro delle Finanze olandese ha proposto di mettere sotto inchiesta gli Stati che non posseggono i fondi per fronteggiare la crisi. Una proposta definita “ripugnante” dal premier portoghese Costa: non si potrebbero usare termini migliori. In questo modo rischia seriamente di morire un sogno, il sogno di un’Europa unita, solidale, efficiente. Purtroppo, l’egoismo dei singoli sta prevalendo su questo sogno. Io, però, sono convinto che quando il virus colpirà anche Germania, Austria e Olanda (e lo sta già facendo), loro cambieranno idea. E sarà lì che noi dovremo dare il buon esempio, accogliendo a braccia aperte la loro richiesta d’aiuto. E costruendo nuovamente un’Europa unita, come già facemmo, tramite De Gasperi, molti decenni or sono.

(foto dal web)

Giulio Negri

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