“BEYOND”, E’ IL NUOVO DISCO DI MARIO BIONDI

IL CROONER ITALIANO VA “OLTRE” E CI SORPRENDE CON POP E REGGAE

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Nei giorni scorsi è uscito Beyond (Sony Music) il nuovo album d’inediti di Mario Biondi che torna dopo due anni da Sun e dai due dischi di successo dedicati al Natale, Mario Christmas (2013) eA Very Special Mario Christmas (2014). Anche questa volta, per dare uno spessore internazionale al disco, l’artista catanese si avvale della collaborazione di musicisti e cantanti del calibro di Bernard Butler dei Suede, Dee Dee Bridgewater e Jean Paul Maunick, leader degli Incognito.

cms_2182/Mario_Biondi_due.jpg"Sono un grande amico di Jean-Paul Maunick, che mi ha davvero supportato tantissimo nella mia carriera, oltre ad avermi insegnato e dato tanto, oltre ad aver accresciuto le mie conoscenze linguistiche, e migliorato la mia pronuncia dell’inglese", spiega il cantante; mentre, per quanto riguarda la Dee Dee Bridgewater, una delle voci femminili Jazz più belle di sempre, racconta: "Conosco da qualche anno Dee Dee, ho avuto l’opportunità di cantare con lei in un paio di occasioni".

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“L’ho incontrata a Milano – aggiunge - in occasione di un suo concerto e tra un abbraccio e l’altro le dissi: ’Sai che ho una canzone mia romantica, si chiama ’All I want is you’, sarebbe bello ci facessi un testo". Lei mi disse ’Mandamelo. Mi ha fatto aspettare due mesi ma il risultato è stato fantastico", conclude. “Open up your eyes” apre l’album con l’annuncio di un volo Air France per Parigi, come metafora di un nuovo viaggio intrapreso dal crooner italiano, che ci porta sulle ali di un accattivante sound funky soul. “All of my life”, al funky riesce ad accostare con molta semplicità delle tinte di Tango con leggere sfumature rap, ritmate da Andrea Alessio (artista lanciato da XFactor). In “Love is a temple” e “All I want is you” (questo pezzo porta la firma della Bridgewater), l’ascoltatore può apprezzare la classe e l’eleganza della voce di Mario.

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Con “I choose you”, “You can’t stop this love between us” e Blind, le note di questi brani intendono omaggiare la dance e il funky anni 70. “Come Down”, invece, è un pezzo che coinvolge grazie ai fiati della Memphis Horn e all’utilizzo di un organo vintage. “Heart of Stone”, scritta in collaborazione con il gruppo funky-soul di Broklyn. Dap Kinks. In “Fly Away”, il timbro di voce inconfondibile del cantante, sembra voler riaccendere nella memoria dei fans il ricordo del “grande” Barry White. E poi ancora, l’acid jazz di “Another kind of love”, coprodotta con Bluey degli Incognito e “Over the world” brano inedito composto nel 2008 con “Nick the Nightfly”.

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Chiude il Cd “Where does the money go”, dal sound reggae con un testo che parla di denaro e della facilità con la quale è sprecato. Insomma, in Beyond Mario Biondi è voluto davvero andare “Oltre”. E riprendendo alcune sue affermazioni, “è meno giacca e cravatta”; infatti, questo nuovo lavoro della voce black italiana della musica internazionale ha ben poco di compassato. In ogni singola traccia c’è sempre qualcosa di nuovo d’apprezzare. Beyond, è dal sound più forte e deciso; ha un carattere diverso, dai lavori finora prodotti, con maggiori aperture a quel pop radicato sempre nella black music; è anche un omaggio a quei ritmi afro basilari del reggae. L’Album, l’ottavo in studio, oltre a contenere le tredici tracce inedite, è caratterizzato da una speciale parte multimediale dinamica, attraverso la quale è possibile interagire tramite Blinkar, un’applicazione disponibile per Andorid e IOS. Quest’App, permette di sbloccare il primo di una serie di contenuti inediti che saranno resi disponibili nel corso delle prossime settimane.

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Con l’uscita del disco, il 5 maggio è anche la data della prima tappa del Tour italiano, europeo e asiatico, “Mario Biondi Live 2015”, durante la quale oltre al suo repertorio di grandi successi, l’artista, presenterà alcuni brani di Beyond. E allora non resta che andare “oltre” le semplici parole, lasciandosi trasportare dal ritmo della musica e dal calore di una voce che, con certezza, da circa un decennio, aleggiano nelle “Chart” di tutto il mondo.

Umberto De Giosa

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